maltrattamento gatti

Condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione, più 2 di libertà vigilata, il “killer dei gatti”. L’uomo, residente a Trescore Balneario (provincia di Bergamo), contattava su internet alcune donne per comprare gli animali, torturarli e ucciderli. Il 43enne era già stato condannato lo scorso dicembre a 2 anni per stalking.

Pesa il comportamento recidivo

Chiesto dal pm un anno e quattro mesi di reclusione, il giudice ha riconosciuto la recidiva specifica, che consente di incrementare la pena. F. avrebbe dovuto versare un risarcimento pari a 5mila euro per ciascuna delle parti civili e a pagare le spese processuali proprie e delle parti chiamate in causa.

Avendo un reddito inferiore agli 11.528,41 lordi e senza beni intestati, il condannato beneficerà però del Patrocinio a spese dello Stato, che si farà carico delle spese processuali. Confermati invece i risarcimenti, in attesa che il “killer dei gatti” riprenda a lavorare.

Fra le condanne più severe

“Si tratta di una delle condanne più severe mai inflitte nel nostro Paese per il reato di maltrattamento e uccisione di animali”, commenta l’avvocato dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) Claudia Ricci – abbiamo messo in risalto con la dovuta evidenza, anche grazie alla documentazione prodotta insieme all’associazione Link Italia, l’estrema pericolosità sociale dell’imputato.

Attendiamo che siano rese note le motivazioni per sapere se il giudice ha accolto la nostra tesi”.

Che sia solo l’inizio

“Da Bergamo oggi viene lanciato un segnale importantissimo – aggiunge Carla Rocchi, presidente nazionale di Enpa – e sono convinta che questa sentenza ha tutte le che carte in regola per fare giurisprudenza. Dall’entità della pena inflitta al “killer dei gatti” mi sembra vi sia finalmente una piena valutazione della reale portata e gravità dei delitti da lui commessi mi auguro che si inneschi un “effetto domino” che coinvolga tutti gli altri procedimenti giudiziari che abbiano ad oggetto reati in danno agli animali, a partire dal caso del cane Angelo”.

Richiesta al legislatore

La vicenda è stata seguita interamente dal commissario straordinario Mirella Bridda, che oggi commenta: “La severità della condanna è un fatto estremamente positivo, ma questo non può cancellare il dolore e l’amarezza che noi tutti proviamo a causa delle terribili sevizie inflitte agli animali. Penso che sia finalmente giunto il momento di prevedere un inasprimento delle pene per i reati in danno agli animali”.

L’Enpa ha già comunicato che sarà presente anche in un’eventuale appello.