disoccupato massacra cane

Massimiliano Mondino, un uomo di 47 anni, residente a Mazzé in provincia di Torino, nel maggio 2014 massacrò il suo cane in un momento di follia. Il vicino di casa allarmato dagli strazianti lamenti del cane chiamò i Carabinieri che si trovarono davanti agli occhi una scena terribile e per il povero animale non fu possibile fare nulla. Le associazioni animaliste, una settimana dopo il fatto, manifestarono duramente contro l’uomo. A distanza di 3 anni è arrivata la sentenza di condanna da parte del Tribunale di Ivrea.

Disoccupato e stressato: i motivi del massacro

L’uomo, ex operaio agricolo, durante la deposizione in Tribunale è stato chiamato a spiegare cosa scatenò la furia omicida nei confronti del cane.

All’origine di quello che è stato un vero e proprio massacro, la perdita del lavoro. Da poco disoccupato, lo stress e la frustrazione accumulati si sono riversati sul meticcio di taglia grossa. Prima lo ha sgozzato e poi lo ha finito prendendolo a martellate. Una fine tragica risultato di un momento di follia che però gli ha aperto le porte del carcere. Ieri la conferma che l’uomo è stato condannato, infatti, a 4 mesi di carcere.

Dignità per gli animali uccisi dall’uomo

La condanna inflitta a Mondino non è la prima che in Italia restituisce dignità agli animali assassinati. Che sia colpa dello stress o di inclinazioni da killer seriale, l’uccisione di animali può portare in carcere. La vicenda avvenuta in provincia di Bergamo, ad esempio, ha portato un uomo a essere condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per l’omicidio seriale di gatti. In Italia la legge a difesa degli animali, vittime di maltrattamenti o crudeltà mortali, è entrata in vigore a partire dal 1° settembre 2016.

La legge ha ricevuto il plauso delle associazioni come l’ENPA soddisfatte di poter vivere in un Paese civile.