Astori e l'anomalia che i controlli non potevano prevedere. Della Valle: "Domani avrebbe firmato il rinnovo"

Ancora sotto shock il mondo del calcio per la morte del capitano della Fiorentina Davide Astori. I medici sportivi certificano l'eccellenza dei controlli sui calciatori e spiegano che la morte del calciatore può esser stata una fatalità imprevedibile

C’è ancora sconcerto in tutta Italia per la morte a soli 31 anni, di Davide Astori, capitano della Fiorentina. In molti si chiedono come un calciatore professionista, che aveva anche vestito la maglia della Nazionale, possa essere morto nel sonno per quello che pare esser stato un blocco cardio-circolatorio. I medici sportivi non hanno dubbi: i controlli sui giocatori sono tra i più efficienti nel nostro Paese. E mentre si dibatte sull’argomento, il Presidente della Fiorentina Andrea Della Valle comunica che domani, se il dramma non avesse spezzato la normalità delle cose, Astori si sarebbe dovuto legare a vita ai Viola.

Morte di Astori, solo l’esame autoptico svelerà da cosa è stata causata

Non ci si capacita di come si possa morire a soli 31 anni, nonostante i serrati controlli a cui gli atleti che scendono in campo in Serie A sono sottoposti regolarmente. Fabio Pigozzi, presidente della Federazione mondiale medici sportivi, nonché rettore dell’Università del Foro Italico di Roma e cardiologo, ha però spiegato a Repubblica che la morte di Astori non debba mettere in dubbio la serietà dei esami effettuati nel mondo del calcio.


DAVIDE ASTORIDavide Astori
Credits: Fiorentina


Non c’è ombra di dubbio che un fatto così sconvolgente possa colpire l’opinione pubblica e tutti noi”, commenta Pigozzi. “Ma bisogna essere seri e prima di fare ipotesi si deve attendere l’esame autoptico“. Astori, come spiega il medico è venuto a mancare a riposo, senza che avesse presentato alcun segnale premonitoreche potesse fare prevedere un’anomalia. Niente di niente alla vigilia che potesse fare prevedere un evento così fatale”.  Una morte così inattesa e spiazzante che ha sconvolto tutto il mondo del calcio: il cordoglio dei giocatori si è unito a quello dei club, che tra Serie A e Serie B hanno deciso di non giocare né oggi, né domani.

Una fatalità che i controlli non potevano prevedere

Il decesso di Astori sembra esser stato una tremenda fatalità, le cui avvisaglie non sono state rilevate dai controlli sportivi che, stando a Pigozzi, in Italia “sono davvero all’avanguardia: molte Nazioni d’altronde si ispirano proprio al nostro modello. C’è una legge già del 71, poi integrata successivamente, che prevede questi controlli. Posso dire in tutta onesta che siamo all’avanguardia per quanto riguarda i casi di morte improvvisa“.

Infine, Pigozzi suggerisce calma nel lanciarsi in ipotesi su ciò che è successo. “Prima vediamo di capire cosa è davvero capitato a questo ragazzo. Certo la prevenzione va estesa a tutti, ma al livello di un calciatore come il capitano della Fiorentina siamo davvero al massimo. I professionisti sono controllati passo passo nella loro carriera. Costantemente. Mi lasci dire che siamo davvero ai massimi livelli“. Una versione dei fatti che trova conferme in ciò che Ernesto Alicicco, medico sportivo della Roma, ha dichiarato ad AdnKronos in giornata. “I controlli che si fanno ai professionisti, si fanno ogni sei mesi e non scappa mai nulla“, spiega Alicicco. “Aspetto di vedere quello che dirà l’autopsia. Sono curioso da un punto di vista scientifico di scoprire che gli è successo”.

Ci possono essere mille cause, poteva essere che di notte aveva degli arresti perché era bradicardico, ma tutto questo lo verifichiamo quando facciamo i controlli, per cui mi sembra molto strano, perché si dovrebbe vedere”, continua. “Se all’improvviso è deceduto per un’aneurisma, che si è rotto, quello non si può vedere. Di norma non andiamo a fare risonanze magnetiche con contrasto”.

Della Valle: “Domani avrebbe firmato il rinnovo

Al rientro della Fiorentina dalla tragedia di Udine, 500 tifosi circa attendevano la squadra che è stata applaudita mentre scendeva dal pullman e si recava nel centro sportivo vicino allo stadio di Firenze. A prendere la parola, poco dopo, è un Andrea della Valle sotto shock, che ancora non trova le parole per descrivere una tragedia che nessuno poteva immaginare. “Era un punto di riferimento per tutta la squadra. Prima di Bologna avevamo fatto una chiacchierata di mezz’ora, era riuscito spiegarmi e a raccontare tutto di questa Fiorentina. Mi aveva parlato dei ragazzi nuovi, sembrava l’allenatore, il direttore sportivo, ha spiegato.

della valleIl Presidente della Fiorentina Della Valle
Credits: ANSA


Della Valle ha confessato che domani Astori avrebbe dovuto rinnovare il suo contratto coi Viola, poiché sembrava intenzionato a “chiudere la carriera a Firenze”. “È dura, cercate di capire il nostro stato d’animo, ma bisogna andare avanti”, ha spiegato il Presidente della Fiorentina. “I ragazzi dovranno avere la forza di reagire per lui e i suoi familiari. Sono orgoglioso di averlo conosciuto, c’era un rapporto particolare con lui, ci mancherà per sempre, a tutti noi, a tutta Firenze. Era un vero capitano, era veramente un uomo speciale”.

A Firenze lutto cittadino il giorno dei funerali

Nel capoluogo toscano, intanto, è stato proclamato un giorno di lutto cittadino in occasione dei funerali. “Il ruolo di capitano della squadra della città, il profondo legame che ha saputo costruire non solo con i tifosi ma con l’intera comunità grazie anche alle qualità umane e ai valori civici, la condotta esemplare di professionista attaccato ai valori della maglia viola, della Nazionale italiana nella quale ha giocato e del mondo dello sport in generale e, non ultima, la giovane età nella quale è stato colto da una morte tragica e improvvisa, sono alla base del sentimento collettivo di cordoglio di tutta Firenze”, si legge nella nota emessa dal Comune. “Per questo il Sindaco ha deciso di proclamare il lutto cittadino per il giorno dei funerali di Davide Astori. Il Comune è pronto a promuovere o a sostenere, in accordo con la famiglia e la Fiorentina, ogni altra forma di ricordo di Davide, per valorizzare, attraverso la sua figura, l’immagine pulita, corretta e umana del calcio e dello sport in generale”.