Gianluca Vialli racconta il tumore: "Ne avrei fatto volentieri a meno"

Gianluca Vialli, ex famoso calciatore, ha raccontato un po' degli anni del calcio ma anche della malattia contro cui lotta

Gianluca Vialli si è concesso a un’interista al Corriere della Sera per parlare tanto di calcio ma anche del suo nuovo libro Goals. 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili, proprio l’ultima storia ha raccontato anche la sua lotta contro il cancro.

Il calcio e l’amicizia

Il calcio ha regalato a Gianluca Vialli anche tanti amici, uno su tutti Roberto Mancini con cui sono come “Fratelli. Quando hai la stessa età e hai condiviso per tanti anni il campo di battaglia, puoi stare molto tempo senza sentirti, ma il rapporto rimane per sempre“. E ancora: “Crescemmo passo a passo. La coppa Italia. La finale di Coppa delle Coppe, persa. La finale di Coppa delle Coppe, vinta. E poi il 1991, l’anno dell’impresa“. L’amicizia, anche attraverso il suo profilo Instagram, si vede che è ancora forte.






 





















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@mrmancini10 look what I have found in a box..?

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Il cancro

Nel libro che ha scritto Goals. 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili, racconta anche il cancro, la lotta più difficile: “Ne avrei fatto volentieri a meno. Ma non è stato possibile. E allora l’ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa. Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Cathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia. E ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua. Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano“.





 





















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@christianvieriofficial Lavoro duro per essere pronto per la #bobosummercup 2019-20 #civuoleunfisicobestiale

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Poi c’è stato un intervento, la chemioterapia, e sei settimane di radioterapia, ma ora sta bene: “Bene, anzi molto bene. È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale. Ma non ho ancora la certezza di come finirà la partita. Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all’incrocio determinante della vita. E spero che il mio sia un libro da tenere sul comodino, di cui leggere una o due storie prima di addormentarsi o al mattino appena svegli. Un’altra frase chiave, di quelle che durante la cura mi appuntavo sui post-it gialli appesi al muro, è questa: “Noi siamo il prodotto dei nostri pensieri”. L’importante non è vincere; è pensare in modo vincente“.





 





















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Before becoming a professional footballer I unsuccessfully tried to have a career as a model! ?? How much smaller was my nose back then? ?

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