Crocifisso nelle scuole, ministro Bussetti: "Può aiutare a far riflettere"

Il ministro Bussetti è intervenuto sul dibattito sui simboli religiosi nelle aule, palesando la sua posizione: "È il simbolo della nostra storia"

Crocifisso nelle scuole: il dibattito sembra infinito. In occasione dell’ultimo congresso della Fidae, però, il ministro Marco Bussetti è stato piuttosto esplicito sulle sue posizioni in merito: sì al crocifisso ed anche al presepe, per “ricordare le nostre tradizioni”.

È del marzo 2018 la proposta di legge di 5 deputati della Lega che prevederebbe l’obbligatorietà di esporre il crocifisso nei luoghi pubblici. La proposta di legge a suo tempo aveva scatenato forti polemiche soprattutto legate all’ambiente scolastico, dove spesso genitori e allievi hanno chiesto la rimozione dei simboli religiosi in un contesto di multiculturalità ormai esistente in molte parti d’Italia.

Il ministro Bussetti, recentemente, ha però spiegato come la si pensa ai vertici: “Il crocifisso è il simbolo della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni”. Sarebbe dunque una questione che trascende il contesto religioso, e che avrebbe a che fare con la cultura italiana. Un crocifisso, spiega Bussetti, non può certo far male a qualcuno: “Non vedo che fastidio possa dare nelle nostre aule scolastiche anzi, può aiutare a far riflettere. Non è ben chiaro su cosa farebbe riflettere il crocefisso, però è chiaro che il ministro ci tiene tanto da assicurare di averlo messo anche nei suoi uffici appena è arrivato: “L’ho voluto come prima cosa”: Ovvio quindi che per lui sia “un segno che secondo me è giusto che sia nelle aule”.


Stesso discorso varrebbe per il Presepe, ora che siamo in odor di Natale: “Fa parte della nostra identità” dice Bussetti.

ministro-bussettiIl ministro Marco Bussetti


E altrove, cosa fanno?

Per quanto riguarda il resto d’Europa, i simboli religiosi a scuola sono una questione diffusamente ormai archiviata: in Francia l’esposizione di simboli religiosi è vietata dal 1905, addirittura. In Germania solo alcune scuole bavaresi espongono il crocifisso, e per legge se ne può chiedere la rimozione se si ritiene che leda alla propria libertà di coscienza. In Austria, i criteri sto leggermente differenti: secondo una legge del 1949 il crocifisso è garantito e legittimo in classe qualora oltre metà degli studenti sia di confessione cristiana. Dibattuta è la questione in Spagna, stato aconfessionale ma dove il crocifisso spesso si trova nelle aule. Zapatero, nel 2009, promosse un disegno di legge per l’abolizione dei simboli religiosi in classe.

In svizzera, dagli anni ’90, il tribunale federale decise per la rimozione dei crocifissi, dichiarando che lo Stato deve “deve evitare che studenti e studentesse siano offesi nelle loro convinzioni religiose”.

salvini crocifissoSalvini ad un comizio, con un rosario