Francia, il governo cede: ma per i gilet gialli le misure sono "insufficienti"

Il primo ministro ha annunciato un congelamento dell'aumento dei carburanti, ma ormai le richieste vanno oltre la tassa

Da due settimane la Francia è a ferro e fuoco per le proteste dei “gilet gialli“, un movimento nato inizialmente per contestare l’aumento dei carburanti. Questa ondata di proteste è nata da una mobilitazione su Facebook, da lamentele di persone comuni che fino a quel momento poco si erano interessate della politica. La mobilitazione, nonostante il congelamento degli aumenti annunciato dal primo ministro Édouard Philippe, andrà avanti anche il prossimo sabato.

Il governo scende a patti, ma non basta

Una dimostrazione di come il movimento stia esacerbando le proprie posizioni è la reazione alla risposta del governo. Edouard Philippe, primo ministro, ha annunciato una moratoria per bloccare l’aumento del carburante e del costo di gas ed elettricità per 6 mesi, fino a maggio 2019. Inoltre, dal 15 dicembre al primo marzo è prevista l’apertura di un dibattito sulle imposte e la spesa pubblica, a livello nazionale e su tutto il territorio. Philippe ha dichiarato che “Il governo ha fatto delle proposte. Forse sono inadeguate, o inadatte. Le soluzioni devono essere diverse per le grandi città e le campagne. Parliamone, miglioriamole“.


Edouard PhilippeEdouard Philippe


Le misure sono state trovate insufficienti da larga parte del movimento, molto variegato al suo interno e privo di un’organizzazione verticistica. A fare da cassa di risonanza alle posizioni più intransigenti le frange estreme dell’Assemblea nazionale. Marine Le Pen, presidente di Rassemblement national, ai microfoni di TF1 ha chiesto al Presidente di “rinunciare alle sue politiche fiscali” definendole “ingiuste“. François Ruffin, deputato di La France insoumise, il partito di sinistra di Jean-Luc Mélenchon, ha dichiarato: “Le misure annunciate non sono misure perché non rispondono al mal di vivere dei francesi“. Per Ruffin i gilet gialli sono riusciti a “restituire la vista a un potere cieco“.

Sabato previste altre manifestazioni

Coloro che sono stati individuati come portavoce dei gilet gialli hanno dichiarato che la protesta non si fermerà. Benjamin Cauchy, una delle figure che doveva partecipare all’incontro con il governo al Matignon, ha apprezzato il “primo passo” fatto. Ma ha poi continuato: “I francesi non vogliono le briciole, vogliono la baguette al completo“, rispondendo all’AFP a cui ha dichiarato di volere “una nuova distribuzione delle ricchezze in Francia“.

prefettura-franciaLa prefettura di Puy-en-Velay, nell’Alta Loira, è stata data alle fiamme durante una manifestazione dei gilet gialli il primo dicembre. Foto: Le Monde


Sabato prossimo, nonostante gli appelli di vari esponenti del governo a seguito della devastazione della scorsa settimana, i gilet gialli scenderanno di nuovo in piazza. Il governo ha dichiarato che disporrà misure eccezionali delle forze dell’ordine per difendere la capitale. Il ministro dell’Interno Christophe Castaner ha invitato i gilet gialli a non tornare sabato a Parigi, dove saranno mobilitate “forze supplementari“. Laurent Nuñez, segretario di Stato, ha puntato il dito contro la “radicalizzazione” della protesta, denunciando l’infiltrazione di black bloc ed esponenti dell’estrema destra.