Allerta alimentare cozze contaminate: non consumarle crude

Il Ministero della salute ha diffuso un'allerta alimentare per avvisare i consumatori del rischio contaminazione delle cozze causato da un'alga, per questo motivo consiglia di non consumarle crude

Il Ministero della salute italiano insieme a quello spagnolo hanno disposto il ritiro di cozze fresche dal mercato a seguito di controlli. Le cozze allevate in mare pare siano andate incontro alla contaminazione causata dalla proliferazione di un’alga tossica denominata Dinophysis sp, produttrice di una tossina, DSP, che cuserebbe nell’uomo sindrome diarroica.

I rischi per la salute

Il consumo di cozze crude è fortemente sconsigliato dal Ministero della salute perchè potrebbe provocare diversi rischi per la salute. In primis, la sindrome diarroica che tuttavia appare solo come la punta di un iceberg rispetto a tutti gli altri pericoli che si celerebbero dietro al consumo di cozze crude.

Le cozze allevate in mare sono quelle che presentano il rischio di contaminazioneImmagine di repertorio: un allevamento di cozze in mare. Foto: Road Tv Italia


Lo Sportello dei diritti nel suo comunicato riporta: “Il consumo dei molluschi Bivalvi è considerato uno dei principali responsabili di trasmissione all’uomo di diverse malattie d’origine batterica e virale nonché intossicazioni da Biotossine algali, anche a causa della diffusa abitudine di consumarli poco cotti o addirittura crudi“.

Tutto sarebbe dovuto ad un’alga, la Dinophysis sp, che è responsabile della produzione della tossina DSP (Diarrhetic shellfish poisoning). Per questo motivo, il rischio maggiore di contaminazione si presenta nelle cozze allevate in mare. Secondo lo Sportello dei diritti, questa tossina rappresenta: “Un serio problema di salute poiché produce neurotossine e tossine gastrointestinali che possono provocare intossicazione da parassiti paralitici e diarritici negli esseri umani“.

Come consumarle per non correre rischi

Innanzitutto, è fortemente consigliato il consumo delle cozze previa cottura. Se invece si vuole consumarle crude, è necessario recarsi presso le Asl locali e richiedere che vengano sottoposte ai controlli del Servizio igiene degli alimenti e nutrizione.

Da controlli, sono emerse cozze contaminateImmagine di repertorio: la pesca delle cozze di allevamento. Foto: Vistanet


Purtroppo, è proprio il consumo di cozze crude a presentare il rischio di intossicazione più elevato, per questo motivo è consigliabile seguire le raccomandazioni del Ministero.

L’allerta alimentare per le cozze

Nello specifico, i rischi per la salute causati dal consumo di cozze crude contaminate sarebbero da ricondurre a diversi fattori, come spiega lo Sportello dei diritti: “Ciò è dovuto, molto probabilmente, al flusso commerciale internazionale dei molluschi che vengono posti in zone di stabulazione, oppure veicolati dal traffico navale, o dall’acqua di zavorra trasportata dalle navi“.

Ma il proliferare di alghe riconosciute come tossiche è anche causato dal riscaldamento oceanico. Questo fenomeno è in aumento e sta provocando non solo conseguenze sulle abitudini alimentari della specie umana, ma anche la distruzione degli ecosistemi e delle specie animali marine in tutto il mondo.

Le cozze contaminate sarebbero quelle allevate in mareImmagine di repertorio. Foto: Lucca in diretta


Lo Sportello dei diritti riporta alcuni passi di uno studio che è stato pubblicato online il 24 aprile degli Atti dell’Accademia Nazionale delle Scienze, e si intitola: “Il riscaldamento oceanico dal 1982 ha ampliato la nicchia delle fioriture algali tossiche negli oceani del Nord Atlantico e del Nord Pacifico“.

Lo studio mette in evidenza i rischi per la salute dell’uomo e del pianeta causati dal proliferare di queste alghe tossiche negli oceani. Ma, lungi dall’essere solo un problema degli oceani, anche il Mar Adriatico pare sia stato interessato da questo fenomeno, anche in passato, come attestano rilievi e analisi condotte nel 1975.