Il guanto SensHand, Parkinson

Diagnosticare precocemente il morbo di Parkinson attraverso metodi non invasivi: è questa la sfida che si sono posti i ricercatori dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Lo studio ha portato alla realizzazione di uno speciale guanto hi-tech, chiamato SensHand, in grado di rilevare e misurare i movimenti degli arti superiori di una persona. Il dispositivo indossabile consente di analizzare i primissimi segni degenerativi del Parkinson, che spesso non sono osservabili ad occhio nudo, portando così ad una diagnosi tempestiva. La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale Parkinsonism & Related Disorders, permetterà in futuro di sviluppare nuove terapie e farmaci per combattere anticipatamente la malattia.

Sensori che rilevano i minimi tremori

Il morbo di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa al mondo e colpisce l’1% della popolazione oltre i 65 anni. I sintomi più frequenti che lo accompagnano sono i tremori e la rigidità muscolare, ma si tratta di segnali che sono spesso individuati con anni di ritardo rispetto all’inizio della degenerazione del sistema nervoso. Il guanto SensHand cerca proprio di ridurre i tempi che intercorrono tra l’insorgere del morbo e la manifestazione dei primi sintomi, sfruttando alcuni sensori di movimento molto precisi: “Il nostro sistema - spiega Filippo Cavallo, a capo del gruppo di studio - permette una valutazione quantitativa ed oggettiva delle performance motorie, tramite l’estrazione di ben 96 parametri”.

Il guanto SensHand, Parkinson
I sensori del guanto SensHand (immagine: santannapisa.it)

Efficace anche quando i sintomi motori non sono visibili

I test del nuovo sistema si sono concentrati su un gruppo di persone affette da iposmia idiopatica (riduzione dell’olfatto), uno dei principali sintomi del Parkinson non legati al movimento degli arti. La ricerca ha dimostrato l’efficacia del guanto nel rilevare i minimi tremori delle mani, del tutto impercettibili per l’occhio umano, anche in questi soggetti. Come ha chiarito il dottor Carlo Maremmani, responsabile di Neurologia dell’Ospedale delle Apuane di Massa e Carrara, i sensori permettono di “valutare soggetti con iposmia, svelando minime alterazioni motorie non visibili ad “occhio nudo”, arrivando così alla diagnosi di malattia di Parkinson preclinica”.

Il guanto SensHand, Parkinson
Un'altra immagine del guanto (santannapisa.it)

Si tratta di un successo che apre nuove strade per la cura della malattia, anche nelle sue fasi iniziali: “Questo risultato e questo tipo di approccio - conclude Maremmani - permetterà tra non molto di iniziare veramente in modo precoce terapie neuroprotettive ed anche nuovi farmaci attualmente in fase di studio”.

Immagine in alto: santannapisa.it