Stupro Circumvesuviana, la sorella della vittima: "È provata, assurda violenza così"

È stato confermato il fermo per i tre giovani che il 5 marzo scorso hanno abusato di una 24enne nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano. La vittima ha ribadito la sua versione dei fatti, confermando nuovamente la violenza subita dai tre, a turno, nell’ascensore della stazione. Il racconto agghiacciante della ragazza combacerebbe con le immagini delle telecamere. Dal canto loro, gli accusati continuano a negare lo stupro, sostenendo che i rapporti sessuali fossero consensuali. A difesa della vittima, ha parlato anche la sorella.

La sorella della vittima: “È molto provata”

A Storie Italiane, la sorella della vittima, tramite delle registrazioni vocali inviate alla trasmissione Rai per tutelare l’identità della sorella, ha raccontato le condizioni della strettissima parente. “Mia sorella è molto provata e di conseguenza anche io e tutta la mia famiglia. Siamo uniti in questa enorme sofferenza e lottiamo per ottenere giustizia – poi continua, durissima – Penso che sia assurdo che ancora oggi delle ragazze possano subire violenza in luoghi pubblici, in orari di punta e in presenza di tante persone“. In seguito, descrive la sorella come una persona normalissima, “uguale a tante ragazze della sua età“, con poche e salde amicizie, amante del cinema, del teatro e della musica. In queste dichiarazioni di normalità, non si capacita del dramma profondo abbattutosi sulla vita della sorella. “Siamo certi che mia sorella abbia subìto una violenza e che non era in nessun modo consenziente. È impossibile che abbia acconsentito ad avere un rapporto così come è stato descritto” ha concluso.

san giorgio a cremano
san giorgio a Cremano, cartello della circumvesuviana

Circumvesuviana, il binario 3 si veste di provocazioni

L’episodio accaduto a San Giorgio a Cremano, una delle stazioni della Circumvesuviana, sembra aver aperto una sorta di vaso di Pandora. E questo vaso ha cominciato a vomitare fogli A4 “spuntati” sul passaggio per raggiungere il binario 3 della stazione. Sono messaggi provocatori, messaggi crudi, che prendono a pugni la coscienza dei passanti e denunciano una situazione non più sostenibile. “In questo posto dimenticato da Dio – si legge su uno dei volantini – i vostri figli annoiati e violenti possono scendere in strada e stuprarmi mentre aspetto il treno in banchina“. Un altro riporta l’immagine di Maria Goretti (santa e martire, divenuta tale dopo essere stata assassinata a 11 anni per aver opposto resistenza al suo stupratore, NdR) e una scritta: “È il modello che ci hanno dato, la donna deve resistere fino alla morte, altrimenti è consenziente e complice dello stupratore“.

immagine santa maria goretti
Santa Maria Goretti