Camion blu con il quale viene riempita una pozza d'acqua


Patrick Kilonzo Mwalua, agricoltore kenyota, si è fatto ormai da anni portavoce di quella che è una delle esigenze primarie degli animali selvatici nel suo Paese: l’approvvigionamento dell’acqua nei periodi di siccità.

Dal 2016 l’uomo trasporta quasi ogni giorno della settimana migliaia di litri d’acqua a delle pozze artificiali, che talvolta lui stesso ha realizzato, così che gli animali del Tsavo West National Park, non muoiano di sete a causa della penuria idrica che ha colpito la zona.

La siccità

L’acqua scarseggia in modo preoccupante, in alcuni periodi più che in altri, dal 2009, anno della grande carestia responsabile della morte di una spaventosa quantità di animali selvatici in Africa.

Anche se vittima della penuria idrica non è solo la fauna locale bensì in primis la popolazione del Kenya, tra gli abitanti di questa grande Nazione non è mancato chi ha trovato impossibile abbandonare a se stessi così tanti esseri viventi.

Gli animali selvatici sono, secondo Mwalua, al momento incapaci di sopravvivere senza l’aiuto umano ad un fenomeno naturale sempre più presente e grave, frutto di un cambiamento climatico che pare ormai irreversibile.

Una fila di elefanti che si abbeverano ad una pozza
Elefanti che si abbeverano (fonte: Patrick Kilonzo Mwalua/ Facebook)

L’angelo dell’acqua

L’eroe degli animali o “angelo dell’acqua”, come lo chiama qualcuno, di giorno fa l’agricoltore, di sera l’autista di autocisterne.

Almeno 4 sere a settimana l’uomo parte con un carico d’acqua, sopporta un viaggio di diverse ore e finalmente raggiunge le pozze artificiali che riempie dal 2016 per salvare dalla sete bufali, zebre, antilopi ed elefanti dello Tsavo West National Park.

Gli animali ormai, racconta Mwalua, conoscono i suoi orari e si accalcano intorno alle pozze prima ancora che lui, con la sua autocisterna blu, abbia fatto in tempo ad arrivare.

Acqua rilasciata nelle pozze
Riempimento delle pozze d'acqua ((foto: Patrick Kilonzo Mwalua/ Facebook)

450mila dollari raccolti

Il comportamento altruista dell’uomo, che ha dato inizio da solo, a sue spese, a una mastodontica opera di salvataggio della vita animale in Kenya, non ha lasciato il mondo indifferente.

Così, da un lato, è comparsa una nutrita schiera di volontari per aiutarlo, dall'altro, alla campagna di raccolta fondi avviata da alcune sue sostenitrici americane su GoFund Me, hanno aderito quasi 12mila persone in 30 mesi, superando i 451mila dollari donati.