giulia sarti evidenza

Il 2019 non è decisamente l’anno di Giulia Sarti, ma ciò che sta accadendo ora travalica i confini di un semplice problema politico o diplomatico e persino quelli di una questione da stragiudiziale civile. Quello che sta accadendo ora è che un video con delle immagini di una donna impegnata in un rapporto sessuale, da molti riconosciuta come Giulia Sarti, è stato inviato a parlamentari e giornalisti, causando una grave situazione di invasione della privacy. Il caso che ai nostri occhi appare come un palese caso di revenge porn in modalità politica sta scuotendo l’opinione pubblica italiana e riporta l’attenzione sul tema della diffusione di contenuti privati a scopo intimidatorio o diffamatorio, e ci fa pensare a casi che credevamo indimenticati (come quello di Tiziana Cantone) e che invece sembrano non aver lasciato il segno.

Giulia Sarti, come è plausibile, sta vivendo un momento di grande fragilità e difficoltà, per essere stata coinvolta in una situazione molto complessa che sembra voler essere l’ultimo capitolo di una vicenda che la vede protagonista (come colpevole? Come vittima? Alcuni aspetti sono ancora da definire ed è imprudente dare giudizi fermi) dall’esplosione dello scandalo Rimborsopoli dell’anno scorso fino ad oggi.

Lo scandalo con Rimborsopoli

Per inquadrare nel modo giusto la vicenda, occorre fare un passo indietro. Fino all’inizio del 2018 Giulia sarti è una parlamentare del MoVimento 5 Stelle dalla reputazione quasi senza macchie. A febbraio 2018, a un mese dalle elezioni politiche, nel MoVimento 5 Stelle scoppia una bomba inaspettata: pare, infatti, che non tutti i parlamentari abbiamo ridato parte dello stipendio come vuole la regola numero uno (e quella di cui va più orgoglioso) del MoVimento. Tra i parlamentari sotto accusa c’è anche Giulia Sarti, che però non viene espulsa e, nel frattempo, diviene Presidente della Commissione Giustizia. Per quanto riguarda i fondi non versati al MoVimento, lei si giustifica dicendo che a non versarli era stato il suo ex collaboratore ed ex fidanzato Andrea Bogdan Tibusche. Dagli sms intercettati verrà poi fuori che la Sarti disse al fidanzato che Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio, le avrebbe consigliato di denunciarlo per salvarsi la faccia. Casalino prontamente smentirà ed alcuni messaggi intercettati gli daranno ragione.

giulia sarti foto
Giulia Sarti (Fonte: Facebook/Giulia Sarti)

Mentre negli ultimi mesi i probiviri analizzavano i fatti (e Di Maio si esprimeva con severità sulla Sarti) e sui giornali spuntavano le intercettazioni inchiodanti, la Sarti decideva di autosospendersi dal MoVimento e di dimettersi dalla carica di Presidente della Commissione Giustizia. Pochi giorni fa, nei cellulari e caselle di posta di molti deputati e giornalisti sono finite immagini della Sarti dal contenuto compromettente (che pare possano essere state fatte dalle telecamere di sicurezza presenti in casa sua) e un video hard che vede una donna a lei somigliante (ma che è stato appurato non sia la deputata) mentre ha un rapporto sessuale particolarmente esplicito. Bogdan Tibusche ha già dichiarato di non essere il responsabile della diffusione dei video, mentre gli stessi continuano a circolare dentro e fuori dal parlamento.

Sul caso è intervenuto anche il Garante della Privacy, che ha ricordato quanto sia scorretto anche da un punto di vista penale contribuire alla diffusione di contenuti privati e/o hard senza l’autorizzazione di chi vi compare.

Roberto Fico: “Atto vigliacco”

La reazione di politici e testate è stata immediata. Se in un primo tempo i frame del video sono circolati, ora è posizione comune che diffondere tali contenuti sia un’idea sbagliata e ovviamente perseguibile. Oltretutto, pare che sia stato confermato che la donna nel video non sarebbe Giulia Sarti: la donna ha infatti un tatuaggio su un braccio che la Sarti non ha mai avuto.

Mara Carfagna si è immediatamente schierata con la Sarti e contro quanto è accaduto: “Voglio manifestare con forza la mia solidarietà a @GiuliaSarti86 per il vergognoso atto di cyber-bullismo ai suoi danni. Giulia, non ho parole per esprimere il mio totale disprezzo per chi ha organizzato un attacco così infame e, con il cuore, sono con te!”.

Matteo Salvini si è espresso con parole di indignazione: “È nostro dovere proteggere la libertà e la privacy di Giulia Sarti e delle altre persone, spesso giovani, che subiscono e hanno subito lo stesso vergognoso trattamento”.

Anche Roberto Fico, Presidente della Camera, si è espresso sul caso: “Quello che sta subendo Giulia Sarti è vergognoso. La diffusione di immagini private è un atto vigliacco e bene ha fatto il Garante della privacy a richiamare l’attenzione dei mezzi di informazione al rispetto della normativa. A Giulia la solidarietà mia e quella di @Montecitorio”.



Inutile specificare che quest’ultimo atto poco a che fare con le responsabilità che Giulia Sarti può avere nei confronti del MoVimento, dei suoi elettori e dell’opinione pubblica: diffondere immagini private online è un atto che non può essere mai, in nessun caso, guardato con relativismo e dev’essere sempre condannato. Casi come quello di Tiziana Cantone, morta suicida per non essere riuscita a sostenere il peso di insulti, calunnia e vergogna, provano quanto le conseguenze di un gesto del genere possano essere irreparabili e pesare sulla vita di molte persone.