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A due settimane dallo stupro di gruppo che ha sconvolto l’Italia, uno dei ragazzi indagati per violenza sessuale aggravata è stato scarcerato. Pare, infatti, che sia stata annullata dal tribunale del Riesame l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma non è ancora chiaro su che basi sia stata presa questa decisione.

Nei prossimi giorni verrà rilasciata una relazione in merito dal Riesame: il giovane, intanto, è già fuori dal carcere. Riportano comunque alcune fonti che i legali del ragazzo, nel chiedere l'annullamento dell'ordinanza, avrebbe addotto come motivazioni la mancanza di indizi gravi a carico del ragazzo e la non necessità delle misure di custodia carceraria.

Lo stupro che ha sconvolto l'Italia

Il dramma avvenuto alla stazione di San Giorgio a Cremano della Circumvesuviana aveva lasciato il Paese sotto shock: la giovane vittima, dopo settimane di pedinamenti e tentativi di aggressione, era rimasta coinvolta in uno stupro di gruppo a opera di 3 ragazzi tra i 18 e i 20 anni, successivamente incastrati dalla telecamere. Era stata la ragazza a denunciare lo stupro subito dopo che questo era avvenuto, nell’ascensore della stazione.

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Immagine di repertorio

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I giovani ragazzi, a volto scoperto, non si erano neanche particolarmente preoccupati di nascondere quanto fatto: dopo lo stupro avevano lasciato tracce ematiche evidenti, abbandonando nell’ascensore, ai piedi della ragazza, i fazzoletti con i quali si erano puliti. Una volta fermati e interrogati, avevano giustificato il loro gesto dicendo che la ragazza sarebbe stata consenziente: circostanza immediatamente smentita dalle telecamere, in cui si vedeva chiaramente la ragazza mentre veniva spinta contro la sua volontà all’interno dell’ascensore. La tesi del rapporto consenziente è stato anche rigettato completamente dalla vittima che ha infatti raccontato come i giovani (insieme ad altri coetanei) la pedinassero e avessero già cercato di molestarla e di come quel giorno l'avessero convinta a farsi offrire una sigaretta con la scusa di "chiedere perdono" per i comportamenti passati. Durante lo stupro, la ragazza ha raccontato di essere stata talmente pietrificata da non riuscire a reagire: un fenomeno conosciuto in psicologia che si chiama "freezing" e che prevede che, in caso di situazioni di panico assoluto, il corpo umano si "geli" e si estranei come meccanismo di autodifesa.

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Il cartello della stazione