Conte e Salvini

Il Congresso della famiglia a Verona continua a scatenare polemiche. Le parti in causa che in queste ore si stanno affrontando a muso duro sono il Premier Conte, che ha preso, le parti dei 5 Stelle e il vice Premier Matteo Salvini.

Un botta e risposta che sta generando caos tra le file dei pentastellati e degli esponenti del Carroccio.

L’intervento di Salvini al Congresso è stato da subito fortemente criticato dai 5 Stelle, ma alcuni affermazioni del vice Premier Salvini di ieri hanno decisamente alzato il grado di dissapore delle due fazioni in capo al Governo, tanto da far prendere al Presidente del Consiglio, quella che sembra una posizione ben delineata.

Conte contro Salvini: “Bisogna studiare prima di parlare”

Il Vice premier Matteo Salvini, nel suo intervento al congresso ha spiegato la sua posizione in merito al tanto criticato Congresso Della Famiglia: "Io non sono qua per togliere niente a nessuno. Sono qui per aiutare chi fa figli" ha spiegato il leader della lega rassicurando sul tema della legge 194 sull’aborto. Ha anche spiegato la sua posizione sulla revisione del diritto di Famiglia: “Occorre modificare il diritto di famiglia, perché gli unici che non devono essere tirati in ballo sono i bambini che devono avere una mamma, un papà e dei nonni, non genitore uno e genitore due".

Non ha inoltre mancato di rispondere alle dichiarazioni dell'esponente del Movimento Vincenzo Spadafora, da subito molto critico sulla partecipazione di Salvini al Congresso: "Il sottosegretario alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, perché ci sono trentamila famiglie che aspettano”. Il leader del Carroccio ha tirato in ballo anche il Premier: "Sul tema adozioni mi aspetto di più dal presidente del Consiglio, che ha nominato la commissione adozioni internazionali che la sinistra aveva affossato e imbalsamato per anni, senza interpellare il ministro con delega alla famiglia".

Salvini mostra una maglia con una mamma, un papà e due figli al Congresso della famiglia
Salvini al Congresso sulla famiglia mostra una maglia sulla famiglia tradizionale

A questo punto la risposta del Premier non si è fatta attendere: con un comunicato di Palazzo Chigi ha fatto sapere: "Il presidente del Consiglio ha solo mantenuto le funzioni di presidente della Commissione per le adozioni internazionali. Spetta quindi a Fontana adoperarsi per rendere le adozioni più veloci e dare risposta alle 30.000 famiglie che aspettano”. Specificata la gaffe di Salvini, Conte ha deciso di passare al contrattacco: "Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare altrimenti si fa solo confusione"

Anche di Maio contro Salvini che si sfoga con i media

Chiamato in causa erroneamente il ministro pentastellato anziché il ministro Fontana, ministro della Lega, non poteva che intervenire anche Luigi Di Maio. Il vice premie, che ha sempre preso posizione netta contro il Convegno, ha rincarato la dose contro Salvini: "Almeno le deleghe si dovrebbe leggerle prima di accusare qualcuno. La delega alle adozioni non è del sottosegretario Spadafora, è una delega che ha in capo il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Fontana in compartecipazione. Evitiamo di dire cose inesatte. E sulla gaffe ha poi detto ironico: "La gaffe di Salvini? Passiamo la mano...".

Conte, quindi, pare aver lasciato le vesti di mediatore tra i due partiti e aver messo quelle di difensore dei pentastellati e questo ha decisamente innervosito Salvini,che ha dichiarato: "ha perduto anche le parvenze di equidistanza tra noi e loro”.

Di Maio mentre fa un discorso contro il Congresso della Famiglia
Di Maio parla del Congresso della Famiglia (Fonte Ansa)

La bagarre su Fontana e la sua delega

Intanto la Lega non ha perso tempo e ha subito replicato alle parole di Conte. Fonti del ministro della famiglia hanno infatti fatto trapelare: "Da oltre un mese il Ministro Fontana ha chiesto di formalizzare la remissione della delega relativa alle adozioni internazionali a causa del fatto che il presidente Conte ha autonomamente indicato i componenti della struttura Cai (Commissione Adozioni Internazionali)” . Poi viene nuovamente tirato in ballo Conte: “Si sottolinea inoltre che la presidenza della Commissione Adozioni Internazionali è stata fin dall'inizio in capo al Presidente del Consiglio, che ha scelto di non delegarla.

La risposta di Conte alle accuse

L’accusa di rallentare le procedure sulle adozioni non è piaciuta a Conte che tramite Palazzo Chigi ha ribattuto: “le deleghe relative alle adozioni nazionali e internazionali sono sempre rimaste in capo al Ministro Fontana. Non c’è mai stata, infatti, alcuna revoca delle deleghe. La presa di posizione del Dipartimento del Ministro Fontana ha provocato una grave situazione di stasi nell’attività della Commissione Adozioni, situazione che si è sbloccata solo grazie alle sollecitazioni giunte proprio dalla Segreteria generale della Presidenza del Consiglio.

E poi l’affondo finale: Desta sorpresa che la non condivisione sulle nomine di alcuni componenti della commissione adozioni, legittima prerogativa del Presidente del Consiglio, possa aver determinato un blocco delle attività amministrative in capo al Dipartimento del ministro Fontana, con conseguenti pregiudizi per le famiglie italiane". E non finisce qui: "Peraltro il Presidente Conte ha invitato il ministro Fontana a indicare un proprio nominativo tra i componenti della commissione. Stiamo ancora attendendo la relativa indicazione. Queste polemiche sono davvero incomprensibili”