Circumvesuviana, la vittima Sembrava arrabbiato con il mio corpo

Quanto accaduto il 5 marzo scorso nella stazione della circumvesuviana di San Giorgio a Cremano continua a sconvolgere tutta Italia. La ragazza, di 24 anni, aveva già scritto una lettera in cui spiegava a chi l'accusa di mentire il dramma che starebbe vivendo. Reso ancora più vivido dall’intervista andata in onda ieri sera, durante la puntata di Quarta Repubblica. Nel servizio struggente per la prima volta si sente la voce della vittima dello stupro. Una voce spezzata, intimorita, rotta dal pianto. 

Il racconto dentro l’ascensore della circumvesuviana

Il servizio di Claudia Marchionni, andato in onda ieri sera su Rete4 durante il programma condotto da Nicola Porro, inizia con il racconto della vittima: "Si aprono le porte dell’ascensore, mi spinge all’interno, mi gira, mi slaccia i pantaloni, me li abbassa". A questo punto dell’intervista la ragazza, con voce afflitta e tremante, dice: "Non riesco ad urlare, sono come paralizzata. Sembrava arrabbiato con il mio corpo", conclude riferendosi ad Alessandro Sbrescia. Ricorda tutto nei minimi dettagli. Non appena l’ascensore si è fermato e si sono aperte le porte, secondo la ventiquattrenne, c’erano già gli altri due ragazzi pronti ad entrare e abusare di lei, Antonio Cozzolino e Raffaele Borrelli. È riuscita ad abbinare i nomi a quei volti solo dopo aver visto sul giornale  le foto dei tre presunti aggressori. 

La vittima, molto provata, ha raccontato cosa è successo quel 5 marzo. Immagine: Intervista su Quarta Repubblica Mediaset Play
La vittima, molto provata, ha raccontato cosa è successo quel 5 marzo. Immagine: Intervista su Quarta Repubblica Mediaset Play

Dopo la violenza

La vittima ha raccontato di essere uscita dall’ascensore, a seguito della violenza, dopo essere stata pulita da Cozzolino, il quale le avrebbe anche rimesso i vestiti. Alla domanda della giornalista sul perché di questi gesti, ha risposto: "Forse per sentirsi meno sporco lui", e ha poi concluso dicendo di essere andata via salutandoli: "Li ho salutati perché avevo paura che potessero picchiarmi. Essendo già stata vittima di tentate violenze sessuali io avevo solo paura che mi picchiassero e pensavo che questo avrebbero potuto farlo in qualsiasi momento se non avessi fatto il loro volere". Con la scarcerazione di due dei ragazzi, la ventiquattrenne adesso vive terrorizzata dal fatto che possa succedere di nuovo: "Vivo costantemente nella paura. Ma la paura più grande è che se non verrà fatta giustizia nemmeno le altre donne troveranno pace. Bisogna trovare la forza di denunciare". Sulla tesi sostenuta dai tre presunti aggressori, la ragazza dice: "Continuano a dire che si tratta di rapporti consenzienti forse perché non sono riusciti a capire la gravità della cosa. Hanno fatto del male, hanno ferito una persona nel profondo". 

Giorgia Meloni ospite del programma condotto da Nicola Porro. Immagine: Quarta Repubblica/Facebook
Giorgia Meloni ospite del programma condotto da Nicola Porro. Immagine: Quarta Repubblica/Facebook

Tutti gli articoli sullo stupro della circumvesuviana

L’intervento di Giorgia Meloni

Ad assistere alla spaventosa intervista e ad ascoltare la drammatica testimonianza della vittima, c’era Giorgia Meloni. Ospite di Quarta Repubblica, la leader di Fratelli d’Italia è intervenuta sul ruolo che dovrebbe avere lo Stato. "Diventa difficile per le donne andare a denunciare, perché come si vede nel servizio, c'è una persona che ha paura, una donna a cui lo Stato ha dimostrato di non essere in grado di difendere la vittima", ha detto la Meloni.