Voto di scambio, dai 20 ai 35 euro per un voto in Campania. Immagine: Carabinieri/Facebook

La solita vecchia storia, compravano voti in cambio di denaro, ognuno costava tra i 20 e i 35 euro. Ma venivano offerti anche generi alimentari e promesse di posti di lavoro. Una notizia già sentita tante volte, un problema enorme in Italia. Stavolta, il presunto voto di scambio riguarda le elezioni amministrative del 2018 a Torre del Greco, in Campania. I carabinieri hanno eseguito ieri 14 misure cautelari.

Gli indagati

Diverse sono le persone raggiunte dalle misure cautelari, tra queste, due consiglieri comunali. Uno avrebbe fatto assumere cinque persone, a tempo determinato, presso la ditta appaltatrice del servizio di nettezza urbana. Adesso si trova agli arresti domiciliari. L’altro è accusato di favoreggiamento e rivelazione di segreto di ufficio, poiché avrebbe avvertito degli imminenti controlli delle forze dell’ordine alcune persone intente a comprare voti davanti a un seggio. Si tratta di un poliziotto e per lui è stato disposto il divieto di dimora in Campania. Nell’inchiesta figura anche il responsabile di una onlus locale, indagato per aver distribuito pacchi di generi alimentari dell’Unicef. 

Voto di scambio. Immagine di repertorio
Voto di scambio. Immagine di repertorio

Voto di scambio: quando la politica compra i cittadini

Promettevano posti di lavoro previsti da un progetto regionale, distribuivano pacchi di generi alimentari e pagavano dai 20 ai 35 euro. Ecco quanto vale il voto di ogni singolo cittadino. Questo è ciò che hanno scoperto i carabinieri di Torre del Greco, in provincia di Napoli. Un’indagine che riguarda le elezioni amministrative del 2018 e diversi reati quali: associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio elettorale, voto di scambio elettorale, attentati contro i diritti politici del cittadino, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, favoreggiamento, detenzione illegale di armi da sparo comuni e da guerra.

Camera dei Deputati. Immagine: Sito Camera dei Deputati
Camera dei Deputati. Immagine: Sito Camera dei Deputati

Proprio nei giorni scorsi, il 7 marzo, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge per modificare l’articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso. Adesso, la discussione passerà al Senato per l’approvazione definitiva. La nuova norma, si legge sul sito della Camera, “punisce con la reclusione da 10 a 15 anni (stessa pena prevista per l’associazione mafiosa) l’accettazione, diretta o a mezzo di intermediari, della promessa del sostegno elettorale in cambio della erogazione di denaro, di qualunque altra utilità o della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione criminale“. 

Giovanni Palomba, sindaco di Torre del Greco. Immagine: Giovanni Palomba sindaco/Facebook
Giovanni Palomba, sindaco di Torre del Greco. Immagine: Giovanni Palomba sindaco/Facebook

Il sindaco di Torre del Greco

Giovanni Palomba, sindaco di Torre del Greco, eletto proprio durante quelle elezioni nel giugno 2018, ha commentato la vicenda: “Io sono seduto al tavolo della trasparenza nella mia stanza a Palazzo Baronale. Sto apprendendo le notizie su vicende che non hanno nulla a che vedere con gli atti che sono stati fatti come Consiglio e come Giunta da quando io sono stato eletto fino ad oggi. Sono tranquillo e sereno, questa amministrazione va avanti“.