manuel Bortuzzo: una nuova speranza

Un nuovo scenario di speranza si apre per Manuel Bortuzzo, la giovane promessa del nuoto colpito da una pallottola che gli ha fatto perdere l’uso delle gambe, due mesi fa, la notte del 3 febbraio. Questa speranza si chiama STIMO (Stimulation Movement Overground) ed è una tecnica sperimentale di stimolazione del midollo spinale all’avanguardia messa a punto da un team di medici al Politecnico Federale di Losanna. Ieri, durante un convegno a Roma, la tecnica è stata presentata pubblicamente e all’incontro era presente anche Franco Bortuzzo, il padre di Manuel.

La tecnica che potrebbe far camminare Manuel

A creare la Stimo, la tecnica sperimentale di stimolazione del midollo spinale wireless che forse potrebbe forse dare una speranza a Manuel Bortuzzo e a chi, come lui, non può più muovere le gambe a causa di un midollo spinale danneggiato, è stato un team di medici e scienziati provenienti da diverse università e capitanato da Gregoire Courtine, titolare della cattedra della Fondazione Internazionale Paraplegici al Politecnico Federale di Losanna. Si tratta di una tecnica assolutamente sperimentale che prevede la cura delle lesioni midollari traumatiche tramite l’applicazione di elettrodi in punti strategici, che vengono situati sul corpo dei pazienti in modo variabile, in base alle specificità dei traumi riportati da chi vi si sottopone. Gli elettrodi ottengono il loro impulso da un impianto wireless.

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L’unica condizione fondamentale che può renderla efficace è che almeno 5-6 centimetri del midollo spinale siano intatti, illesi. Questa terapia sperimentale associata alla riabilitazione permette al sistema nervoso di guarire e di “riattivare” quella zona danneggiata del midollo spinale che non consente più ai pazienti di muovere le gambe. Chiaramente, dopo la terapia, i pazienti non tornano a camminare come se non avessero mai avuto un trauma al midollo spinale, ma riescono a controllare le gambe e muoversi con l’aiuto delle stampelle o del deambulatore.

Manuel Bortuzzo: una nuova speranza sulla sua salute
Manuel Bortuzzo insieme a Bebe Vio. Foto: Facebook Franco Bortuzzo

Le speranze per Manuel

La dottoressa Jocelyne Bloch, neurochirurgo e spalla di Gregoire Courtine, intervistata dal Corriere della sera, ha ammesso di voler esaminare il caso di Manuel Bortuzzo: “Abbiamo un incontro con lui. Sulla lesione del ragazzo non siamo informati in modo dettagliato. In generale se la lesione è causata da arma da fuoco è più difficile pensare di utilizzare questa tecnica perché in genere frammenti di metallo restano nella schiena. L’indicazione più appropriata per questo tipo di stimolazione sono lesioni in seguito a traumi“. Tuttavia, secondo Gregoire Courtine, a capo del team che ha messo a punto dopo anni di studi ed esperimenti la terapia sperimentale, Manuel Bortuzzo vi si potrebbe sottoporre: “Sulla base dei dati ad oggi noti, Manuel potrebbe rientrare nella tipologia di casi potenzialmente rispondenti al trattamento“. Manuel è adesso in riabilitazione, da quando ha lasciato l’ospedale San Camillo di Roma. Sicuramente, ha dimostrato in questi mesi di essere una persona che non si abbatte facilmente, solo una ventina di giorni fa durante un’intervista aveva dichiarato di sperare tra 10 anni di essere “in piedi. Per guardare avanti non bisogna guardare indietro, la mia vita è sempre la stessa. C’è un problema logistico ma sono quello di sempre. Potevo battere la testa e non essere più me stesso“. La sua forza e la sua tenacia, in questi mesi, hanno stupito tutti, anche il Premier Conte che gli ha fatto visita e l’ha definito un “campione“.

Manuel Bortuzzo: la nuova speranza
Manuel Bortuzzo e il Premier Conte. Foto: Instagram Giuseppe Conte