primo piano di stefano leo


Si continua a chiedersi come sia stato possibile che Said Mechaquat, il 27enne reo confesso dell'omicidio del 27enne Stefano Leo, fosse in libertà a fronte della sentenza definitiva emessa contro di lui nel maggio del 2018 che lo condannava al carcere. Un interrogativo vivo in primo luogo nel cuore e nella mente dei genitori della vittima. Anche la madre di Leo, Mariagrazia Chiri, ha voluto spendere qualche parola sulla tragedia che l'ha travolta e sul ricordo di suo figlio.

Il killer avrebbe dovuto essere in carcere

Said Mechaquat non doveva trovarsi ai Murazzi di Torino la mattina dello scorso 23 febbraio. Quel giorno, Mechaquat avrebbe dovuto trovarsi in carcere a scontare la pena inflittagli nel maggio del 2018. Una sentenza resasi definitiva che per il reato di maltrattamenti in famiglia e che lo condannava ad 1 anno e 6 mesi di carcere. Una notizia venuta a galla lo scorso 5 aprile, diffusa da alcune fonti Ansa. Non era poi di certo un caso che Said si trovasse esattamente ai Murazzi essendovi, a poche centinaia di metri, l'ex compagna che aveva precedentemente subito i suoi maltrattamenti.

La pagina del programma Chi l'ha visto? ha pubblicato questa foto con la didascalia: "Dubbi sul movente dell'omicidio di Stefano Leo: perché Said ha atteso per oltre un'ora sul Lungo Po prima di 'scegliere' a caso la sua vittima? È una coincidenza che nei pressi si trova la casa della ex compagna?". Fonte: Chi l'ha visto?/Facebook
La pagina del programma Chi l'ha visto? ha pubblicato questa foto con la didascalia: "Dubbi sul movente dell'omicidio di Stefano Leo: perché Said ha atteso per oltre un'ora sul Lungo Po prima di 'scegliere' a caso la sua vittima? È una coincidenza che nei pressi si trova la casa della ex compagna?". Fonte: Chi l'ha visto?/Facebook

La madre di Stefano: "Gravissime responsabilità di chi ha colpito un ragazzo pacifico e indifeso"

"L'ho fatto vicino a casa della mia ex perché lei potesse percepire la paura" ha così dichiarato il 27enne in carcere, durante la confessione dell'omicidio. Il primo a commentare questa notizia fu proprio il padre della giovane vittima, Maurizio Leo: "Se questo, dopo un anno e mezzo, avesse ucciso di nuovo, vorrebbe dire che il carcere non serve a niente, che i servizi sociali non servono a nulla". Giungono ora anche le parole della madre, Mariagrazia Chiri, che ha voluto parlare attraverso una nota diffusa dal suo legale, Niccolò Ferraris: "È un fatto grave che chi ha confessato il delitto avrebbe dovuto entrare in carcere già mesi fa. In ogni caso, anche se quanto sinora emerso dovesse risultare confermato, non può essere in alcun modo utilizzato strumentalmente per ridurre le gravissime responsabilità di chi ha colpito un ragazzo pacifico e indifeso".

Ti potrebbero interessare tutti gli articoli sul delitto dei Murazzi

primo piano di stefano leo
Stefano Leo, la vittima 27enne uccisa lo scorso 23 febbraio dai Said Mechaquat, reo confesso

Sempre attraverso la nota la donna ha voluto anche ringraziare chi in questi difficilissimi mesi ha voluto stargli vicino, ricordando anche il figlio scomparso: "Stefano è stato un figlio meraviglioso, che mi ha dato tantissimo e questo nulla me lo potrà mai togliere. Mi ha sempre dato un amore incommensurabile, fatto di affetto, di attenzioni, di rispetto. Mi ha aiutato insegnandomi cose importanti: che sempre si può migliorare - scrive sempre la madre - Ci si può trasformare superando i propri limiti, le proprie sofferenze e insicurezze. Vorrei ricordare Stefano facendo del bene. Sarebbe il modo migliore per dimostrargli la mia immensa gratitudine".