Vasco Rossi sui migranti

Passano gli anni, Vasco Rossi resta ma cambia irrimediabilmente l’immaginario collettivo che ruota intorno al rocker. Se un tempo c’era la vita spericolata, oggi c’è un cantante che dichiara di volersi godere il lusso di andare al supermercato. Un uomo che viene definito “un ragioniere” e che ora pretende di volere il tempo per pensare, godersi le cose semplici, riflettere.

Vasco in collegio tra studio e preghiere

L’Intervista pubblicata da Repubblica alla vigilia di un nuovo tour che porterà Vasco a Milano e Cagliari tratteggia un uomo “diverso” da quello che molti potrebbero immaginare. Se il presente di Vasco è “low profile” anche una parte del suo passato è caratterizzata da studio, preghiera ed emarginazione. Raccontando la sua infanzia, Vasco Rossi dice: “In collegio cinque ore di studio anche al pomeriggio, davanti al prete, in silenzio, poi mezz’ora di ricreazione in cortile dove mi ricordo che si giocavano tre o quattro partite contemporaneamente, con quattro palloni: un casino d’inferno!”. Il cantante poi ricorda quelle partite come un momento di esclusione e non di aggregazione: “Io non giocavo. Il calcio non mi piaceva, preferivo il biliardino”. Un bimbo non proprio aggregato e pieno di amici: “Quando sono andato a Modena in collegio a 13 anni ero considerato il montanaro, quello di serie B, che veniva giù con la piena”.

Vasco Rossi collegio
Vasco Rossi

L’opinione sui migranti

Un sentimento, quello dell’esclusione, che diventerà filo conduttore del prossimo show e che, irrimediabilmente, solleva opinioni relative ai tempi che viviamo, alla più stretta attualità. Vasco dice la sua sul tema migranti: “Io la capisco la paura per il diverso. Ce l’ho anch’io, come tutti, ma bisogna andare oltre il rifiuto. Attraverso il ragionamento bisogna trovare regole comuni e il modo di convivere. Questo pensiero che adesso domina fa paura”. Vasco poi conclude: “Quando ti senti escluso è una sensazione terribile. Bisogna mettersi in quei panni. Se uno fugge da un luogo ha già un problema e tu cosa fai, lo criminalizzi? Questo per me è sempre il modo sbagliato. Ma attenzione io non faccio politica perché la politica non la devo fare io e odio i discorsi da bar. Però credo nei principi, nell’etica, nella complessità del ragionamento. Ecco credo che la politica serva a questo, a fare dei ragionamenti che portano alla soluzione dei problemi. Dobbiamo essere meglio del nostro istinto”.

Vasco Rossi live 2019
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