pet therapy

Oltre all’aspetto prettamente medico-clinico, ce n’è un altro che coinvolge i malati oncologici: quello emotivo. Nello specifico, c’è una conseguenza particolare che affligge i pazienti affetti da tumore al polmone e che interessa la sfera dell’umore e della qualità della vita: si chiama fatigue e causa ai malati depressione, ansia, disturbi del sonno e della sfera dell’umore.

Per combattere la fatigue è nato il progetto IMPERA, arrivo su Torino: alcune associazioni del torinese (la Walce-Women Against Lung Cancer e Te.C.A.-terapie con animali) hanno ideato un progetto che permette ad alcuni malati di svolgere passeggiate in città con i cani, per poter rimettere in moto il corpo e stimolare lo sviluppo del benessere. L’affetto del cane, nota nel comunicato stampa la dottoressa Barbara Picco (presidente Te.C.A.) “stimola l’organismo a produrre endorfine, inducendo uno stato di tranquillità e rilassatezza”.

Un cane, un parco, una nuova vita

The Social Post ha intervistato Paolo Guiso, medico veterinario, per farsi raccontare le caratteristiche del progetto. Finora, si parla di ottimi risultati: “È andata molto meglio di quanto noi immaginassimo, perché non avevamo messo in conto di quanto accade alla fine della passeggiata…sorridono, ogni tanto hanno qualcuno che li aspetta, arrivano e chiacchierano con noi. Non immaginavamo che fosse una cosa che ci coinvolgesse così”.

Alla base del progetto c’era l’idea che “utilizzando gli animali probabilmente i pazienti, ormai guariti dal tumore al polmone, si sarebbero mossi, si sarebbero inseriti in un gruppo di persone camminando con degli animali e sarebbero stati portati a riprendere delle attività anche sociali”.

Il contesto è importante

Un ruolo importante è anche quello del magnifico contesto, la cornice del Parco del Valentino: “Quando s’incontrano gli animali si socializza oltre a camminare, oltre a essere in un bel posto che in questi giorni è anche tutto fiorito. È l’insieme delle cose che favorisce il miglioramento della qualità della vita”. Molti sono anche i ricordi e le sensazioni positive legate al luogo: “Anche il Valentino è un luogo in cui sovente i torinesi sono andati a spasso nella loro giovinezza…hanno incontrato altra gente…sono tutti fattori che si mettono insieme per creare qualcosa di piacevole”.

Il cane risulta essere l’animale più adatto a questo progetto anche per il suo ruolo evocativo: “Il cane ha anche una capacità evocativa: la nostra vita, la campagna, i nostri nonni…gli episodi in cui nella nostra infanzia e nella nostra adolescenza abbiamo incontrato i cani…evoca molte cose”.



Un buon inizio

Ad oggi, il progetto va avanti da qualche settimana con ottimi risultati. Certo, c’è un po’ di preoccupazione per la conclusione (Impera durerà 6 mesi): “La fine dei progetti è uno dei problemi degli interventi assistiti degli animali: i progetti vivono grazie alle risorse degli esseri umani e in denaro, quando queste finiscono se tornano per un progetto successivo si va avanti, sennò…noi chiederemo se sarà possibile andare avanti, sceglieranno i medici se con gli stessi pazienti o no”.

Starà poi ai medici trarre le conclusioni e capire quanti e quali sono stati i risultati ottenuti: “Noi rispettiamo la richiesta di fare le passeggiate in un certo modo e in un certo luogo, però il controllo dei parametri di verifica sugli ex pazienti è una cosa che faranno poi i medici“, spiega il dottor Paolo Guiso. “Noi ci occupiamo degli animali, del loro benessere e della gestione degli incontri”.

(immagine in alto: Immagine di repertorio)