corsia ospedale

Il nostro corpo è una macchina perfetta che non smette mai di stupire. Sotto tutti i “punti” di vista. Da uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Neurology è emerso che le zone più sensibili del nostro corpo sono le punte delle dita e la fronte.

Questa interessante scoperta profuma anche di tricolore. I ricercatori infatti sono stati guidati dall’italiana Flavia Mancini e attraverso l’utilizzo di appositi laser hanno sottoposto 26 volontari a leggeri stimoli di dolore in diverse parti del corpo.

Il risultato di queste stimolazioni è stato sorprendente: i volontari hanno manifestato una notevole abilità nel recepire gli stimoli sulla punta delle dita e sulla fronte, due zone tendenzialmente carenti delle fibre necessarie per percepire il dolore.

Questa ricerca si può interpretare come una sorta
di pietra miliare sull’acuità spaziale al dolore, ovvero sulla
nostra capacità di identificare e distinguere i punti in cui
sentiamo dolore.

La mappa del dolore

Grazie a questi volontari, è stato possibile quindi disegnare una sorta di mappa di sensibilità al dolore che migliora verso il centro del corpo e raggiunge il suo apice nelle estremità.

Come mai le dita sono estremamente sensibili anche in mancanza delle cellule nervose sensibili? Secondo Flavia Mancini è possibile che sia così perché usiamo i polpastrelli di continuo e di conseguenza il sistema nervoso centrale potrebbe aver imparato a elaborare gli stimoli in maniera molto profonda.

Questa scoperta potrebbe essere utile soprattutto
in caso di malattie croniche: grazie a questa mappa della sensibilità
al dolore, diventa possibile isolare i nervi coinvolti in caso di
sintomatologia dolorosa e agire su di essi.

Non è la prima volta che un medico italiano ottiene risultati significativi in questo ambito. Giancarlo Barolat, neurochirurgo considerato un luminare, ha inventato un dispositivo in grado di far sparire il dolore. E nell’istituto che porta il suo nome a Denver, è un pellegrinaggio continuo.