primo piano di salvini mentre elenca con la mano e di maio in primo piano con l'indice alzato

Il 25 aprile, anniversario della liberazione dell’Italia nonché simbolo della lotta di resistenza militare e politica delle forze partigiane durante la II Guerra Mondiale contro il regime fascista e l’occupazione nazista. Un giorno commemorativo importante per il Paese ma ai festeggiamenti non prenderà parte il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini: una decisione che ha provocato consensi ma anche molto scontento.

Matteo Salvini non festeggerà il 25 aprile

L’annuncio del ministro Matteo Salvini è giunto durante un’intervista che il vicepremier stava rilasciando in diretta a SkyTg24: “Io guardo al futuro non al passato e la lotta alla camorra, la mafia e la ‘ndrangheta è nostra ragione di vita – tuona Salvini in diretta, poi guardando fissa la telecamera che lo sta riprendendo annuncia – Io il 25 aprile non sarò a sfilare qua o là, fazzoletti rossi, fazzoletti verdi, fazzoletti neri gialli o bianchi. Vado a Corleone, vado a sostenere le Forze dell’Ordine nel cuore della Sicilia “. Parole molto forti che preannunciano un’assenza pesante, che non può essere ignorata trattandosi peraltro di un unicum.



Una decisione contrastata

Una decisione che spacca di netto l’opinione pubblica in due. Chi, da un lato, sostiene l’assenza di Salvini e chi dall’altro si sente profondamente ferito dalla decisione ma anche, e soprattutto, dalle parole usate dal ministro che ha descritto una giornata storica come quella del 25 aprile come una sbandierata di fazzoletti. Un derby tra “fascisti e comunisti” a cui Salvini non ha intenzione di prendere parte: è questo il sunto, la riduzione di un pensiero. “A mia memoria nessun uomo di governo si era mai spinto a teorizzare apertamente l’indifferenza e l’equidistanza tra partigiani e fascisti, anche se Salvini sa che come lui la pensano non pochi altri. Ma senza 25 aprile non ci sarebbe la repubblica democratica di cui è ministro, né la costituzione su cui ha giurato, questa è l’amarissima risposta giunta via Facebook dal giornalista Enrico Mentana, apertamente schierato contro la decisione di Salvini.

Di Maio contro Salvini: la stilettata

Contro la volontà del vicepremier leghista, il suo braccio destro al governo, Luigi Di Maio. Il pentastellato ha infatti voluto sottolineare invece l’importanza di celebrare una data storica come quella del 25 aprile.



Presente al Salone del Mobile di Milano, il vicepremier grillino ha così confermato invece la sua viva presenza: “È un giorno in cui festeggiamo chi ha vinto, i nostri nonni che hanno combattuto una battaglia contro un regime e che hanno ottenuto il risultato di darci la libertà e la democrazia. Io ho ben chiaro da che parte stare il 25 aprile, dalla parte dei partigiani che ci hanno liberato, non dalla parte di chi parla male dei partigiani o di chi vuole dire che il 25 aprile non é stato il giorno della liberazione“.