marco vannini ciontoli

Ci sono alcune figure, nella storia di Marco Vannini, i cui nomi sono noti per qualche ragione ma che non avevano ancora fatto capolino nello sviluppo mediatico della storia. Una di queste figure è quella di Massimiliano Montini, il datore di lavoro di Marco il cui nome è spuntato in alcune testimonianze. Montini ha anche parlato durante il processo, ma quello che dice ora, in un servizio de Le Iene, porta a riflettere su alcune testimonianze rilasciate dai Ciontoli prima e durante il processo.

La prima a nominare Massimiliano Montini fu Martina Ciontoli, quando depose in caserma subito dopo la morte di Marco. Nel parlare di quanto accaduto la ragazza dichiarò che il fidanzato aveva gridato, nell’agonia del dolore, "Scusa Massi", riferendo agli stessi che Massi era il suo dato di lavoro. Marco, infatti, lavorava come bagnino in zona Ladispoli.

Anche la mamma di Martina, Maria Pezzillo, diede questa versione a dei vicini di casa, che andò a trovare una settimana dopo l’accaduto. Questa spiegazione non ha mai convinto molto molte persone: perché, in mezzo a quel momento di panico, Marco avrebbe dovuto urlare le sue scuse ad una persona neanche presente?. Oltretutto, i vicini di casa hanno sentito chiaramente un altro nome, ovvero quello di Martina: "Scusa, Marti". Questo però porterebbe a galla un’altra domanda: perché Marco si scusava con la fidanzata?

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Sparita la paga ed i suoi calzoncini

Massimiliano Montini, raggiunto da Giulio Golia, conferma come gli altri di trovare improbabile che Marco abbia fatto il suo nome. Come gli altri, non ha motivo di credere che Marco parlasse con lui: non c’erano stati screzi tra di loro, niente per cui chiedere scusa. È turbato, Massimiliano Montini, mentre parla di marco: gli occhi diventano subito lucidi leggendo gli ultimi messaggi che si erano scambiati. Messaggi che non ha mai voluto cancellare. “Questa storia è pazzesca, assurda, da non capacitarsi. (…) Parlarne non è facile, ti risale tutto, rivivi i sentimenti e le emozioni che hai provato in quei giorni, è molto difficile”. Apparte i Ciontoli, Montini è una delle ultime persone ad aver visto Marco vivo: quel giorno il ragazzo aveva lavorato come bagnino da lui, come spesso accadeva: se n’era andato con la paga del weekend, vestito in pantaloncini e canottiera.

Della paga di quei due giorni e dei vestiti che indossava Marco non c’è stata più traccia: “Marco venne a lavorare con un paio di calzoncini celesti e bianchi e la canottiera da bagnino. Quei calzoncini che aveva quando è stato portato al pronto soccorso non erano i suoi. Come da deposizione, infatti, si è scoperto che Marco indossava i pantaloni della tuta di Federico. I suoi vestiti sportivi, però, non sono mai stati ritrovati.