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È Animal Equality ad aver lanciato un'importante petizione che, come sempre, mette al primo posto la salute e il benessere degli animali negli allevamenti, spesso esposti a violenze indicibili. Oggi l'organizzazione internazionale punta a toccare le coscienze dei piani alti di Starbucks, il colosso americano della ristorazione, chiedendo a gran voce di smetter di utilizzare le uova di galline allevate in gabbia.

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La petizione di Animal Equality

La petizione di Animal Equality, da sempre in difesa degli animali che molto spesso sono costretti a passare l'intera vita in una gabbia, è stata lanciata in Italia dopo aver già raccolto a livello internazionale 254mila firme: l'obiettivo?

Spingere Starbucks a eliminare l'utilizzo di uova prodotte da galline rinchiuse in gabbia dalla propria filiera, nonché illuminare i consumatori sulla mancanza di trasparenza a tal merito da parte del colosso statunitense, da poco approdato anche nel nostro Paese.

Un terzo dei negozi Starbucks continuerà a usare uova prodotte da galline in gabbia

La campagna è stata lanciata in merito all'operazione Open Wing Alliance, che già comprende 50 organizzazioni che si battono per contrastare l'ingabbiamento degli animali: se Starbucks a parole dice di mettere al primo posto la propria responsabilità a far bene anche nei confronti della società, la Open Wing Alliance sindaca sul fatto che questo valga soltanto per i negozi gestiti direttamente dall'azienda, non i franchising, che sono un terzo dei punti vendita della catena in giro per il mondo.



Quindi una gran parte degli Starbucks continuerà a servire alimenti preparati con uova prodotte da animali che, chiusi in gabbia, a volte nemmeno riescono ad aprire completamente le ali. Per firmare la petizione, basta cliccare qui:
https://www.change.org/p/starbucks-basta-galline-allevate-in-gabbia

Gli autori della petizione sostengono che già grandi multinazionali tra cui Unilever, Nestlè, Kraft Heinz e Subway si siano già impegnati ad abbattere l'uso di uova prodotte in questa maniera. Tocca ora a Starbucks seguire il loro esempio.