mano di un uomo che fa il dito medio

Il dito medio rappresenta uno dei più antichi mezzi di comunicazione non verbale. Certamente connotato da significato negativo e offensivo, si è tramandato sopravvivendo a qualsiasi tipo di progresso. Dalle prime rappresentazioni nelle commedie greche fino all’arrivo su WhatsApp. Ormai, perdendo, quasi, il suo valore volgare e denigratorio. Il suo intento era la rappresentazione di un simbolo fallico: il dito rappresenterebbe il pene e le altre dita chiuse i testicoli. Oggi il suo significato sembra essere cambiato.

La leggenda: tendere l’arco o gesto di scherno

Parlando di storia riusciamo difficilmente ad individuare, come per tutte le più antiche tradizioni, un vero punto di inizio in grado di stabilire la nascita del dito medio. Una delle più colorite leggende, tramandante da M.J. Loheed all’interno del suo libro Finger: A comprensive guide to Flipping off (1998), lo fanno risalire alla battaglia di Anzicourt: i francesi minacciavano gli inglesi, abilissimi arcieri, che non appena avessero vinto la battaglia avrebbero mozzato il dito medio e l’indice, dita necessarie per l’uso dell’arco. La sorte favorì gli inglesi che non esitarono a ostentare le due dita in segno di vittoria. Naturalmente molto spesso sono solo leggende, però sono comunque sintomo di una tradizione antica e radica nella cultura.

Origini antiche: dalla Grecia a Roma

Se si scava ancora più a fondo riusciamo a rintracciare origini anche nel mondo greco. Ebbene sì, forse siamo debitori anche di questo gesto al popolo ellenico. I testi rimandano ad Aristofane e alla sua opera Le nuvole, in cui viene citato come segno osceno. I romani che dai greci presero quanto più possibile non si fecero mancare anche di annoverare questo gesto, come ci riferisce Bruce Anderson in The Illustrated History of Flipping the Bird (1997). Il gesto raggiunse un grado di popolarità tale che i romani lo connotarono con il nome di digitus impudicus, legato al fatto che furono proprio loro secondo quanto riportato a interpretarlo come un forte gesto di insulto e dall’alto valore dispregiativo. Riprova di ciò fu l’episodio dell’Imperatore Caligola, solito a costringere in segno di sottomissione a baciare il dito medio.


Il cambiamento dei nostri giorni

Oggi è quanto mai dentro la tradizione di quasi tutti i popoli, perdendo il riferimento volgare e fallico. Per l’Italia l’eclatante simbolo a riprova di ciò è la statua L.O.V.E. dell’artista Cattelan. L’opera raffigura un saluto romano ma con tutte le dita erose ad eccezione del dito medio diventando quindi un simbolo di protesta nei confronti di un modo di pensare e di agire. Non mancano riferimenti al mondo degli artisti che oggi non esitano ad usarlo come simbolo e segnale di rivolta e contrarietà al sistema. Volti della musica e del mondo del cinema e dello sport lo usano come atteggiamento di opposizione nei confronti di giornalisti e paparazzi: Paul Mccarteny, Madonna, Kurt Cobain, Pink, Mika, Fedez, J-Ax e la lista potrebbe continuare all’infinito.


Negli Stati Uniti è stato consacrato anche a simbolo di libertà e manifestazione delle proprie idee. Come afferma Ira P. Robbins, professore di legge presso l’American University di Washington, in un suo paper Digitus Impudicus: The Middle Finger and the Law, il simbolo del dito medio si è evoluto ed è diventato manifesto di idee. Inoltre, continua affermando che la legge non può impedire una libera manifestazione del pensiero anche se  “the bird’ is flying everywhere” (l’uccello sta volando) sottolineando che è un piccolo prezzo da pagare per la libertà protetta dalla costituzione.