pamela mastropietro

Continua il processo per l’omicidio di Pamela Mastropietro. Oggi la novità è il rifiuto da parte della Corte d’Assise di avviare una nuova perizia medico-legale sul corpo di Pamela Mastropietro. I legali di Oseghale avrebbero infatti voluto effettuare nuovi esami finalizzati a concludere se la ragazza fosse morta per via delle coltellate inferte o di overdose.

Un corpo che ha già detto molto

Il corpo di Pamela Oseghale, o quello che purtroppo ne è rimasto, è stato approfonditamente esaminato. Ci sono voluti mesi per effettuare tutti gli esami necessari a ricostruire il quadro ma alla fine erano state tratte conclusioni molto definite. Da parte della Procura si sino mossi Mariano Cingolani e Rino Froldi, esperti professionisti che hanno esaminato il cadavere deprezzato ed hanno concluso che, benché Pamela avesse assunto droghe, non fosse morta per quello. Non era stata un’overdose ad uccidere Pamela, quanto invece le coltellate al ventre inferte, secondo l’accusa, proprio da Innocent Oseghale.

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La Procura ha detto "no"

Mauro Bacci e Paola Melai, consulenti della difesa, sono invece dell’avviso che la causa della morte possa essere stata l’overdose. Nel caso, il processo cambierebbe radicalmente, perché non si potrebbe più parlare di omicidio volontario ma di mero vilipendio di cadavere. il procuratore capo Giovanni Giorgio aveva inizialmente dato il proprio ok alla perizia ma adesso avrebbe fatto dietrofront giudicando la causa "matura per la decisione e non servono supplementi istruttori".

Saranno dunque fondamentali le prossime udienze, che si terranno l’8, il 15 e il 29 maggio e che prevederanno il verificarsi di una requisitoria del procuratore capo e poi della famiglia di Pamela.