auto della polizia penitenziaria

Due detenuti albanesi sono evasi nelle scorse ore dal carcere di Carinola, provincia di Caserta. Polizia Penitenziaria e Polizia di Stato sono sulle tracce dei due uomini.

Caserta: detenuti evadono dal carcere

È caccia all’uomo da questa mattina in tutta l’area del Casertano. Due detenuti di nazionalità albanese, Ervis Markja, di 26 anni e Adriatik Geta di 29 anni; entrambi sono fuggiti questa notte dal carcere di Carinola segando le sbarre della cella e calandosi con delle lenzuola.

L’annuncio è stato dato dal segretario regionale della UISPP-Unione Sindacale Polizia Penitenziaria, Ciro Auricchio e dal segretario nazionale Giuseppe Moretti. I due sarebbero riusciti a fuggire nella notte, presumibilmente tra l’1 e le 2.45 del mattino, orario in cui i sorveglianti hanno scoperto l’assenza dei due carcerati.

Chi sono i due evasi

Secondo quanto riferito, Adriatik Geta si trovava in carcere dal 2012, arrestato quando aveva poco più che 20 anni per furto. Geta faceva infatti parte di una banda che effettuava furti domestici. Su di lui le accuse di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, sequestro di persona e furto.

I due evasi. Credits: Polizia Penitenziaria

Mentre Ervis Markja era stato arrestato nel 2016 con le accuse di ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Markjia era stato fermato insieme a 3 persone dopo aver speronato una gazzella dei carabinieri; nella sua auto furono trovati armi rubate.

La denuncia della UISPP

Il segretario regionale dell’Uspp e il segretario nazionale hanno duramente condannato la vicenda, denunciando le pessime condizioni nelle quali vertono le carceri. Precarietà, misure di sicurezza scarse, poco personale e tante altre condizioni caratterizzanti delle carceri soprattutto campane. Come si legge su Ansa, “Le condizioni di estrema precarietà e scarsa sicurezza in cui versano molti istituti campani, tra cui quello di Carniola, fortemente sotto organico; mancano all’appello, rispetto alla pianta organica almeno 60 agenti”.

Il J’accuse dei segretari punta il dito proprio contro questa organizzazione inesistente e una politica definita cieca alle esigenze. “Siamo stanchi di una politica cieca e lontana dalle reali esigenze operative del Corpo di polizia Penitenziaria”, si legge su Ansa, “auspichiamo una svolta affinché l’allarme da troppo tempo ormai levato sia finalmente recepito da politiche di sostegno sia in termini di potenziamento degli organici che di decongestiomamento del sovraffollamento”.