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Si aprono nuovi fronti d’indagine sul caso della morte di Marco Vannini. La testimonianza fornita da Davide Vannicola prima alla trasmissione Le Iene e poi alla Procura ha portato a una nuova indagine, che ha come protagonista l’ex comandante dei carabinieri Roberto Izzo. Izzo, amico di vecchia data di Antonio Ciontoli, è infatti stato iscritto al registro degli indagati per favoreggiamento perché avrebbe raccolto le confidenze del Ciontoli la notte dell’omicidio di Marco Vannini, ed avrebbe di conseguenza indirizzato l’amico su come agire. 

Vannicola e Roberto Izzo erano amici

Davide Vannicola è un commerciante di Tolfa, e per molti anni è stato amico di Roberto Izzo. Qualche anno fa aveva conosciuto in maniera piuttosto superficiale anche Antonio Ciontoli, che era stato accompagnato da Izzo nel suo negozio per commissionare a Vannicola una borsa in pelle fatta a mano che potesse contenere la sua pistola d’ordinanza.

La telefonata la notte dell’omicidio

Il nome di Antonio Ciontoli, aveva raccontato Vannicola, era tornato nei discorsi di Izzo quando l’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli gli aveva confidato che, la notte dello sparo a Marco, Ciontoli aveva chiamato Izzo chiedendogli consigli su cosa fare. Vannicola ha raccontato che Izzo gli avrebbe detto: “Ti ricordi di Ciontoli? La sera stessa che Marco Vannini è morto Ciontoli mi chiamò: ‘Robe’, c’è mio genero nella vasca da bagno con un colpo di pistola, mi devi aiutare”. A quel punto, Izzo pare abbia consigliato a Ciontoli di prendersi la responsabilità dello sparo: Vannicola insinua che Izzo abbia, di fatto, consigliato a Ciontoli di coprire il figlio, che secondo le ultime ipotesi potrebbe essere la persona che ha veramente sparato a Marco Vannini. Si tratta di una tesi che però non è ancora stata concretamente presa in considerazione dalle autorità.

Il rapporto tra Roberto Izzo e Davide Vannicola è finito da tempo, anche e soprattutto per via di queste rivelazioni che ora Izzo nega su tutta la linea.