sea watch strasburgo

A rendere nota la richiesta della Sea Watch 3 è la Corte di Strasburgo a cui la Ong si è rivolta per delle “misure provvisorie”. Nell’appello si fa domanda per lo sbarco in Italia dei migranti a bordo.

La Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha interrogato sia la Sea Watch che gli organi di governo italiani. L’Italia dovrà rispondere entro questo pomeriggio e far conoscere la sua posizione. Intanto la diocesi di Torino si propone per l’accoglienza.

Da 12 giorni a largo di Lampedusa

Continua il braccio di ferro tra l’Ong e le autorità italiane. A causa del divieto di sbarco emesso dal governo, sono ormai 12 giorni che la Sea Watch 3 è bloccata a largo di Lampedusa. A bordo ci sono 36 migranti e la situazione comincia a creare allarmismo. A segnalare le criticità è un medico che reclama la necessità di cure mediche e supporto psicologico per migranti che hanno subito torture.

In merito ai regolamenti Strasburgo può richiedere all’Italia la messa in atto di misure urgenti per “impedire irrimediabili violazioni dei diritti umani”. A tale proposito la Corte ha rivolto alla Sea Watch e all’Italia una serie di domande. Roma dovrà rispondere entro oggi pomeriggio, affinché i giudici di Strasburgo possano valutare gli elementi a loro disposizione e prendere una decisione in merito.

L’Arcidiocesi di Torino interviene

Sulla questione è intervenuto anche l’Arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, che durante la messa nel giorno di San Giovanni, patrono della città ha voluto fare appello alla solidarietà cittadina. “Desidero esprimere la mia solidarietà a quanti in Italia e anche nella nostra città stanno dimostrando pacificamente per richiamare l’attenzione sulla situazione di grave e ingiusta sofferenza in cui si trovano 43 persone sulla nave Sea Watch al largo di Lampedusa” ha dichiarato il prelato.

Un gruppo di nostri concittadini questa notte ha iniziato a dormire davanti alla chiesa di San Dalmazzo per questo motivo” ha proseguito. “Io aggiungo che, come ha sempre fatto anche in altre circostanze analoghe, la Chiesa di Torino è disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato questi fratelli e sorelle al più presto, se questo può servire a risolvere il problema“.

Intanto Salvini

Nel frattempo il Ministro Matteo Salvini, promotore del decreto sicurezza bis, approvato lo scorso maggio si rivolge all’olandese Ankie Broekers-Knol. Il vicepremier chiede diretto intervento della politica, poiché sulla Sea Watch 3 sventolano proprio i colori dell’Olanda.

L’Olanda ancora non risponde, nemmeno alla giovane comandante che guida la Sea Watch, Carola Rackete. Quest’ultima è in bilico tra uno sbarco fuori legge, che potrebbe costargli una multa salata in merito ai parametri del decreto sicurezza bis o continuare nell’indugio, con il rischio che la situazione peggiori.