agnelli legati dalle zampe

Non sarà la solita Pasqua ed era chiaro che così sarebbe stata ormai da settimane e la causa è, ancora, l’emergenza da Coronavirus. Un problema che tocca da vicino oltre 1 milione di persone al momento nel mondo e più di 110mila persone nella sola Italia.

Le immagini però e i video girati dalle telecamere nascoste dall’Organizzazione per i Diritti Animali Essere Animali, ci riporta ad una brutale normalità che non cessa di essere tale nemmeno in queste drammatiche settimane. La denuncia arriva forte dalla Sardegna a postumi dell’ispezione di circa 20 allevamenti di agnelli dove un’emergenza c’è sempre stata e continua ad esserci tuttora.

ATTENZIONE: NELL’ARTICOLO È PRESENTE UN VIDEO CHE POTREBBE URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ

L’indagine di Essere Animali negli allevamenti di agnelli in Sardegna

Tutto ha avuto inizio con l’indagine avviata da Essere Animali all’interno di 20 allevamenti e un macello siti in Sardegna, nota per essere la regione che su tutte in Italia conta il più alto numero di ovini allevati. Le telecamere nascoste dell’organizzazione hanno squarciato il velo trovando, all’interno degli allevamenti, una realtà ancora una volta, crudele.

L’indagine, iniziata nel 2019, come evidenziano gli operatori di Essere Animali nel comunicato diffuso dall’organizzazione, ha fatto emergere fin da subito una discrepanza di dati nei rapporti annuali che, marginalmente, andrebbe a confermare la più triste delle realtà ovvero l’uccisione – violenta e illegale – degli agnelli venuti alla luce nei momenti in cui si abbassa la domanda del mercato.

Agnelli uccisi illegalmente per evitare i costi di mantenimento

3 milioni circa le pecore allevate in Sardegna nel 2019 secondo la Banca Dati Nazionale; 548mila gli agnelli macellati per l’Istat, sempre nel 2019.

Ma a questi dati, si contrappone la realtà evidenziata da Essere Animali: “Considerando che una pecora in allevamento partorisce 1 agnello ogni anno e che solo la metà di questi sono femmine che vengono allevate per il latte – si legge nel comunicato – gli agnelli macellati per la carne dovrebbero essere come minimo più di un milione, con una stima per difetto“. Da qui l’interrogativo dell’organizzazione: “O i dati forniti non rispecchiano la situazione reale o è evidente che nascono migliaia di agnelli maschi che non rientrano nelle statistiche degli animali macellati.

Che fine facciano non si sa“.

Gli agnelli che nascono vengono destinati alla filiera della carne e a 30 giorni di vita sono mandati al macello – si legge nel comunicato – Ma lontano dalla Pasqua e dalle festività natalizie il consumo di questa carne cala. Le ammissioni di alcuni allevatori, nonché le risposte elusive di altri, lasciano presupporre che l’uccisione degli agnelli nei periodi in cui il mercato non è in grado di assorbire l’offerta, sia un reato piuttosto diffuso“. Lontano da momenti quali l’imminente Pasqua e le festività natalizie dunque, col decrescere della domanda, di fronte ai costi di mantenimento di un agnello si rintraccia la propensione, da parte di numerosi allevatori in tutta la regione, ad ucciderli.

La realtà del macello: tra scosse elettriche e morti coscienti

Quanto finora messo in luce dall’organizzazione però, non tocca le modalità con il quale tutto questo avviene. Le telecamere nascoste hanno potuto documentare il ricorso a pratiche di uccisione vietate, irregolarità, violenze e maltrattamenti che toccano tutti i vari livelli della filiera. Su tutti, Essere Animali pone l’attenzione sull’uccisione degli agnelli nel macello ispezionato, molti dei quali morirebbero del tutto coscienti nonostante l’obbligo per legge dello stordimento, pratica volta a limitare ogni inutile e non necessaria sofferenza.

Guarda il video:

Quello che accade è di molto diverso: Essere Animali denuncia di aver visto morire agnelli dopo che questi avevano subito per due volte lo stordimento attraverso scossa elettrica; altri che in attesa di un operatore che non ha agito nell’immediato (oltre i 50 secondi previsti) con la iugulazione (la recisione della giugulare) trovano la morte da coscienti, risvegliatisi dallo stordimento e infine, chi non vi viene in nessun modo sottoposto.

Irregolarità sulla certificazione IGP

Ma non è tutto: numerose anche le irregolarità denunciate da Essere Animali che riguarderebbe in toto delle truffe sulla certificazione IGP.

La denominazione Agnello di Sardegna, secondo le testimonianze raccolte dall’organizzazione, verrebbe talvolta attribuita anche a capi importati dall’estero e non dunque, come previsto per legge, esclusivamente ad animali nati in Sardegna, identificati da una specifica marca auricolare e allevati secondo un preciso disciplinare.

La petizione di Essere Animali

Essere Animali ha provveduto, a seguito delle indagini, a denunciare i responsabili delle violenze e delle irregolarità all’ATS Sardegna, Azienda per la Tutela della Salute: “Oltre a chiedere alle autorità di indagare sulle problematiche che abbiamo sollevato, rilanciamo anche quest’anno la campagna #IoNonLoMangio, per invitare le persone a trascorrere una Pasqua senza cibarsi di carne“, si legge sempre a fine del comunicato cui segue l’invito a firmare la petizione attiva sul sito dell’organizzazione Per una riforma delle leggi sulla protezione degli animali.

 

*immagine in evidenza, credits: Essere Animali

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