cane in gabbia

Per la prima volta, in Cina si escluderebbero cani e gatti dall’elenco degli animali commestibili: sarebbe questa la decisione all’orizzonte del Ministero dell’Agricoltura cinese che, secondo quanto riportato dall’associazione Humane Society International, potrebbe davvero aprire alla svolta contro eventi cruenti come il famigerato Festival di Yulin (in cui ogni anno, il 21 giugno, migliaia di cani vengono brutalmente uccisi e venduti tra le proteste e l’indignazione di mezzo mondo).

La Cina verso il divieto sul consumo di cani e gatti?

È una domanda che, secondo l’associazione americana Humane Society International, potrebbe risolversi presto con una risposta affermativa dopo la pubblicazione di una bozza dell’elenco di animali commestibili in Cina.

In questa lista diffusa dal Ministero dell’Agricoltura cinese, in cui se ne conterebbe un totale di 31, non sarebbero più inclusi cani e gatti. Si va verso il divieto esteso a tutto il Paese, secondo alcuni, soprattutto perché pare che le istituzioni premano in direzione di una generale applicazione dell’orientamento di Shenzhen, prima città ad aver vietato commercio e consumo di queste carni.

La decisione di cancellare cani e gatti dall’elenco ufficiale degli animali commestibili potrebbe arrivare dopo quanto disposto nel febbraio scorso dal governo: in piena emergenza Covid-19, infatti, era scattato il divieto di commercio e consumo di animali selvatici, pratica finita nel cono dei sospetti per un presunto legame con la diffusione del Coronavirus.

10 milioni di cani sarebbero uccisi ogni anno

Il Ministero cinese dell’Agricoltura e degli Affari rurali ha dichiarato per la prima volta in modo esplicito che i cani sono animali da compagnia e non “bestiame”, in quello che potrebbe potenzialmente essere un momento di svolta per i governi regionali cinesi di seguire l’esempio della città di Shenzhen e vietare il consumo di cani e gatti“.

Questo quanto pubblicato sul sito della Humane Society International, che stimerebbe, riporta l’Ansa, l’uccisione di 10 milioni di cani ogni anno per il consumo di carne.

Con il progresso della civiltà umana – questo un passaggio della nota del Ministero rilanciato dall’associazione americana – e la preoccupazione e la preferenza del pubblico per la protezione degli animali, i cani sono passati da animali domestici tradizionali ad animali da compagnia. I cani non sono generalmente considerati bestiame e pollame in tutto il mondo e la Cina non dovrebbe gestirli come tali“.