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Secondo un team di ricercatori cinesi è ancora troppo presto per iniziare la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Lo studio, condotto da membri del PLA General Hospital di Pechino e pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Medicine, ha messo a confronto i dati della provincia cinese di Hunan con quelli italiani, arrivando a stabilire il 6 agosto come data teorica della fine dell’epidemia nel nostro Paese.

La differenza nel numero di contagi tra Italia e Cina

La ricerca ha utilizzato i dati della Johns Hopkins University per mappare i contagi sia nella provincia di Hunan, sia in Italia.

Si tratta di due realtà che possono essere paragonate dal punto di vista della popolazione, tra i 60 e 70 milioni di abitanti in entrambi i casi. Nonostante ciò, il numero dei contagi complessivi è molto diverso: mentre in Italia abbiamo superato i 200mila contagi, i dati dello studio aggiornati ad inizio aprile parlavano di soli 1018 casi a Hunan.

Secondo i ricercatori questa differenza potrebbe essere dovuta ai diversi tempi di reazione dei governi nell’imporre misure restrittive, più rapidi per quanto riguarda la Cina e più lenti per quanto riguarda l’Italia: “Confrontando il trend epidemico a Hunan e in Italia vogliamo sottolineare che un precoce intervento dei governi è in grado ridurre notevolmente il numero di contagi”, ha dichiarato uno degli autori, il dottor Wangping Jia, interpellato da Frontiers in Medicine.

Troppo presto per allentare le restrizioni

Sulla base del trend notato sin qui, gli studiosi hanno poi applicato un modello matematico per effettuare una proiezione dei dati dell’epidemia nei prossimi mesi. In questo modo sarebbe possibile collocare la fine dell’epidemia in Italia verso il 6 agosto, con un massimo teorico di circa 274mila contagi.

Per tale ragione viene rimarcato come sia importante non anticipare eccessivamente il momento delle riaperture: “Pensiamo sia troppo presto per allentare le restrizioni a partire dal 4 maggio – ha concluso il dottor Wangping Jia – La potenziale seconda ondata di contagi potrebbe arrivare qualora si allentassero le restrizioni tre mesi prima del dovuto. L’Italia non è ancora giunta alla fine del periodo di epidemia di Covid-19”.

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