Giuseppe Conte in conferenza stampa

Come annunciato nel pomeriggio di sabato, dopo l’accordo governo-regioni, il Presidente del Consiglio Conte si è rivolto ai cittadini in conferenza stampa, per la prima volta da due mesi, alla presenza fisica dei giornalisti, per i quali è stato riorganizzato lo spazio.

Nel pomeriggio è arrivata anche la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul decreto Riaperture varato nella notte.

Voglia di ricominciare

Con il dl riaperture ufficialmente pubblicato in Gazzetta, si entra dunque nel vivo della Fase 2. A partire da lunedì 18 maggio 2020 dunque l’Italia riparte e il Presidente del Consiglio Conte ha illustrato i passaggi del nuovo e penultimo DPCM (il prossimo riguarderà uno snellimento della burocrazia).

Affrontiamo questa fase due con voglia di ricominciare ma con prudenza“, ha iniziato così il Presidente Conte, ripercorrendo i dati più che positivo e tutti passaggi fatti, dalle terapie intensive all’app immuni. L’Italia è pronta ad affrontare la parte centrale della Fase 2; sarà importante, ha spiegato il Premier, che sarà fondamentale il dialogo con le Regioni.

Un rischio calcolato

Stiamo affrontando un rischio calcolato con la consapevolezza che la curva epidemoiologica possa tornare a crescere“, spiega Conte, perché il rischio c’é ma non è possibile aspettare un vaccino per ripartire.

Il Presidente del Consiglio ha poi illustrato punto per punto come funzioneranno le riaperture, dai centri estetici e parrucchieri, passando per ristoranti e pub, allenamenti di sport di squadra, riaperture musei…

Addio autocertificazione

A partire dal 18 maggio dunque, si potrà circolare liberamente all’interno della propria Regione, rispettando le norme vigenti. Giuseppe Conte si è raccomandato sull’indossare le mascherine, che restano obbligatorie in determinati luoghi e anche all’aperto se la zona dovesse risultare particolarmente affollata.

Salvo cambiamenti nella curva dei contagi, in base alle decisioni regionali, dal 3 giugno invece si potrà varcare i confini regionali.

Sono consapevole che riapertura non significherà ripresa economica. (…) Il disagio sociale non sparirà (…) nei giorni scorsi ho camminato anche io per strada, ho letto anche io i cartelli, ho ricevuto tante lettere… sono consapevole che il decreto rilancio non potrà essere la soluzione di tutti i problemi economici e sociali che stiamo vivendo. (..) Stiamo dando una mano a chi vuole ripartire.

(…) Con questa manovra gettiamo un ponte per contenere l’impatto di questa crisi“.

Conte ha anche annunciato nuove manovre per semplificare la burocrazia e una serie di interventi per far crescere l’economia: “Adesso più che mai dobbiamo correre e far correre la nostra economia“. Un’emergenza pesante che sta assorbendo le energie di tutti.

Dalla crisi dell’editoria all’usura: problematiche concrete da risolvere

Durante il confronto con i giornalisti, sono stati tanti i punti toccati. Una serie di criticità concrete che toccano tutti, dal grande al piccolo.

  • Crisi dell’editoria: sono tante le testate giornalistiche che sono entrate in crisi a causa del lockdown. Da venerdì l’Ansa, la Gazzetta del Mezzogiorno, e tanti altri, sono in sciopero per sensibilizzare sul tema. “Siamo molto sensibili al tema dell’importanza dell’informazione”, ha spiegato Conte, affermando che nel decreto sono presenti manovre anche per sostenere l’editoria.
  • Sport e calcio, quando si riprende? Per quanto riguarda la riapertura di palestre, piscine, allenamenti di gruppo per gli sport di squadra c’è una data, ed è il 25 maggio. Per quanto riguarda la ripartenza del campionato invece non ci sono certezze, il Presidente del Consiglio ha spiegato che spetterà al ministro Speranza valutare le misure di sicurezza per permettere questo tipo di ripartenza.
  • Si ai centri estivi? Su questo punto Conte ha dato un accenno, dal 15 giugno, le singole Regioni, con i singoli enti, potranno dare l’ok a sostegni alle famiglie in termini di centri estivi previa presentazione proposte.
  • Il ruolo di Arcuri: in questi mesi, quella del commissario straordinario Arcuri, è stata una figura altamente contestata. Conte è intervenuto però in sua difesa, elogiando il lavoro svolto, ricordando che all’inizio dell’emergenza reperire mascherine e respiratori polmonari era pressoché impossibile: “Un lavoro incredibile”.
  • Rapporto Stato-Regioni, cambierà qualcosa? Un altro punto emerso durante questa emergenza è stato proprio il rapporto con le Regioni. Il Presidente del Consiglio non esclude una riflessione in merito a fine emergenza. Dopo aver parlato della “fortuna” di rapporti distesi, Conte ha aggiunto che: “È chiaro che è un assetto che deve registrare qualche manutenzione. (…) Immaginate se non ci fosse stata collaborazione o disponibilità ad andare oltre le polemiche. Ci sarà una riflessione una volta passata l’emergenza per valutare, con tutte le forze politiche, in dibattito pubblico, delle migliorie”.
  • Si agli interventi nei reparti industriali: per Conte sono proprio le piccole e medie imprese la forza dell’Italia in Europa.
  • La manifestazione del 2 giugno: per quanto riguarda la manifestazione indetta per il 2 giugno dai due leader dell’opposizione Salvini e Meloni, Conte ha voluto rispondere diplomaticamente: “Non mi permetto di sindacare”, per poi rimarcare di aver dato sempre massima disponibilità al confronto e “Da qualche intervento ci sono stati stimoli”.
  • Sulla criminalità organizzata e l’usura: “Pericolo grande, per tanti che non riescono ad accedere a forme di finanziamento lecito” ha detto Conte, spiegando che c’è un monitoraggio sulla questione, soprattutto sui flussi di denaro. “C’è dialogo con gli enti per favorire l’erogazione di liquidità”. Contributi a fondo perduto e fondi che devono necessariamente finire nelle tasche dei cittadini.
  • Burocrazia: uno degli ultimi punti toccati, forse il più delicato: “Il taglio della burocrazia è la riforma più difficile da organizzare. A parole tutti condividono l’obiettivo, quando si inizia a lavorare, riducendo competenze, permessi.. si crea un circuito di resistenza incredibile. Vogliamo riuscirci”.

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