Ex guardia giurata spara alla moglie e al figlio, poi si uccide. Omicidio-suicidio a Primavalle (Roma)

Una mattinata conclusa nel sangue, quella del 23 maggio a Roma. Nel quartiere di Primavalle, periferia ovest di Roma, un uomo, ex guardia giurata, ha sparato alla moglie e poi ha rivolto l’arma contro se stesso. All’omicidio-suicidio, purtroppo, ha assistito il figlio della coppia, che ora si trova in condizioni gravi. Il padre ha infatti premuto il grilletto anche contro di lui, un 44enne. La coppia si stava separando, dunque la polizia crede ci sia stata premeditazione. Poche settimane fa, un altro tremendo femminicidio, in provincia di Brescia, è finito su tutti i giornali.

Scatena la furia omicida sulla famiglia

La periferia di Roma sconvolta dal terrore. Questo sabato mattina, intorno alle 10, Nicola Russo, un’ex guardia giurata di 67 anni, ha messo tragicamente fine alla propria famiglia. Prima ha colpito con un coltello la moglie, la 63enne Gerarda Di Gregorio, originaria di Avellino. Poi ha continuato a ferirla con un’arma da fuoco. Ha rivolto la pistola anche contro il figlio 44enne, che ora si trova in condizioni critiche in ospedale, e lotta fra la vita e la morte. Il 44enne, nel tentativo di fermare il padre fuori controllo, ha ricevuto anche una coltellata al fegato.

Infine, Russo ha puntato la pistola contro se stesso e ha premuto il grilletto. Di Gregorio è deceduta durante il tragitto verso l’ospedale Gemelli di Roma.

La testimonianza della nuora, fortunatamente illesa

Dalle prime indiscrezioni, pare che il 67enne e la consorte si stessero separando. Questa mattina, Di Gregorio,  il figlio e la moglie di quest’ultimo sarebbero andati nell’abitazione a Primavalle per recuperare alcuni effetti personali. La testimonianza della nuora è risultata fondamentale per la ricostruzione del tragico accaduto.

Secondo quanto raccontato dalla donna alle forze dell’ordine, Russo ha accoltellato l’ex compagna e il 44enne. Successivamente, l’uomo ha preso la sua pistola d’ordinanza (una 7,65) e ha sparato diversi colpi contro entrambi. Il Messaggero ha raccolto sul luogo le parole di un testimone: “Ho visto una persona a terra in via Torrigio con una ferita alla gola, sanguinava e ho pensato fosse morto ma poi mi sono reso conto che respirava”. Al termine della violenta aggressione, Russo ha portato la pistola alla sua tempia e ha premuto il grilletto.

È morto in ospedale.