foto di una donna con visiera protettiva e mascherina

Un articolo scientifico pubblicato dalla rivista medica internazionale Jama valuta l’efficacia in termini di contenimento del contagio da Covid-19 delle sempre più comuni visiere protettive (o schermi facciali) usate da medici, operatori dei centri estetici e anche parrucchieri. Un altro studio recentemente uscito su Annals of Internal Medicine valuta invece l’efficacia delle mascherine, fai-da-te e non, riassumendo i risultati di diversi studi compiuti in questo campo nel ‘900 e negli anni 2000. Per capire quanto siano “usabili” e “protettivi” questi diversi dispositivi di protezione individuale, è necessario valutare i dati forniti da entrambi gli studi e considerare che la loro efficacia è subordinata al rispetto delle norme di distanziamento sociale e di quelle igieniche fortemente consigliate (lavarsi spesso e a fondo le mani, ad esempio).

Quanto proteggono gli schermi facciali?

Innanzitutto, i dati sull’efficacia delle visiere in plastica contro il contagio riportati dalla rivista medica Jama riguardano studi condotti su virus influenzali e non sul Covid-19, inoltre, l’articolo mette in luce che non esiste alcun dispositivo in grado di garantire il 100% di protezione. Le visiere protettive esaminate sono quelle che coprono il mento, la fronte e si estendono da un orecchio all’altro.

Secondo questi dati, questa tipologia di schermi facciali sarebbero in grado di proteggere chi li indossa dall’esposizione virale immediata al 96%, se indossate a 46 centimetri da chi emette un colpo di tosse.

Secondo uno studio (intitolato Efficacy of Face Shields Against Cough Aerosol Droplets From a Cough Simulator) pubblicato nel 2014 su PubMed e citato nell’articolo di Jama, le visiere bloccherebbero però solo il 23% delle particelle più piccole di aerosol dopo 30 minuti dal colpo di tosse e quindi dalla diffusione di queste particelle nell’ambiente.

Tuttavia, con un distanziamento di 1,83 metri tra gli individui, l’efficacia di questo dispositivo di protezione individuale è del 92%. Un limite dello studio condotto sugli schermi facciali riguarda il fatto che questi dispositivi non sono stati testati per verificare il loro potenziale protettivo se a indossarli è una persona sintomatica o asintomatica.

Invece, alcuni dei vantaggi degli schermi facciali, oltre al fatto che gli schermi facciali consentono una capacità di comunicazione verbale e non verbale maggiore perché non mascherano tutto il viso, riguarderebbe la loro produzione, meno complessa rispetto a quella delle mascherine, la loro durata e la loro reperibilità sul mercato, maggiore rispetto a queste.

Sull’articolo pubblicato su Jama, si legge: “Mentre le mascherine mediche hanno una durata limitata e un piccolo potenziale di ritrattamento, le protezioni per il viso possono essere riutilizzate indefinitamente e possono essere facilmente pulite con acqua e sapone o comuni disinfettanti domestici“.

L’efficacia delle mascherine

Uno studio pubblicato lo scorso 22 maggio sul portale scientifico Annals of Internal Medicine e condotto da un team di ricercatori con a capo la scienziata Catherine M. Clase dell’Università McMaster del Canada ha evidenziato l’altissima efficacia protettiva delle mascherine contro il Coronavirus, tema di cui si è molto discusso nelle ultime settimane.

L’efficacia delle mascherine varierebbe in base al tessuto di cui sono costituite e in base al numero di strati che le compongono: le mascherine mediche monouso proteggerebbero dalle particelle di aerosol al 98-99%, mentre le mascherine fai-da-te realizzate con un comune panno da cucina garantirebbero una protezione che varia dall’83%, se realizzate con un solo strato di stoffa, al 97%, se realizzate con 2 strati. Tuttavia, in diverse condizioni di distanziamento contestualmente legate all’ambiente in cui l’individuo si trova mentre le indossa, le mascherine fai-da-te non sarebbero in grado di garantire la stessa efficacia di quelle mediche-chirurgiche certificate.

Lo studio infatti si conclude così: “Ci sono prove coerenti che molte (ma non tutte) mascherine in tessuto riducono la trasmissione di goccioline e aerosol e possono essere efficaci nel ridurre la contaminazione dell’ambiente da parte di qualsiasi virus, incluso SARS-CoV-2“.

In ogni caso, secondo gli autori dell’articolo scientifico pubblicato sulla rivista medica Jama, l’uso di schermi facciali e di mascherine non sarebbe da considerare in contraddizione, ma parte della stessa strategia. Infatti, sull’articolo scientifico pubblicato su Jama si legge in conclusione: “Gli schermi facciali, che possono essere prodotti e distribuiti in modo rapido e conveniente, dovrebbero essere inclusi come parte delle strategie per ridurre in modo sicuro e significativo la trasmissione (del virus, ndr) in ambito comunitario“.

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