influencer adottano bambino autistico

Due anni fa Myka Stauffer e suo marito James hanno adottato il piccolo Huxley, bimbo cinese autistico. I due, blogger americani con un enorme seguito, per anni hanno mostrato i momenti di vita su YouTube, nei video che raccontavano la quotidianità della famiglia.

Pochi giorni fa la coppia di genitori ha mandato online un accorato video in cui raccontava di aver dato in adozione il piccolo, rivelatosi troppo difficile da gestire per loro, già genitori di altri 4 figli.

Adottato ma “aveva molte esigenze”

Huxley oggi è stato adottato, pare, da una madre con competenze in campo medico ed una casa attrezzata a dovere.

Difficile capire quali fossero i reali e specifici problemi di Huxley: nel video in cui raccontano di averlo lasciato ad un’altra famiglia, Mika e James non scendono davvero in particolari. “Aveva molte esigenze di cui non eravamo a conoscenza” dice lei, in lacrime, spiegando che alla telecamera veniva mostrato solo il 5% di quanto accadeva nella casa. La coppia ha anche spiegato che quando ha adottato il piccolo non aveva idea di quali fossero le sue effettive esigenze: “Non abbiamo adottato Huxley per condividerlo pubblicamente.

Mostravamo solo il 5% della nostra vita con lui, le restanti lotte rimanevano private. Molti professionisti ci hanno detto che aveva bisogno di altro”. Myka Stauffer, nel video, racconta che gli ultimi mesi sono stati la cosa più difficile che sia mai stata da loro sperimentata.

I commenti dei follower

In molti si sono scagliati contro la coppia: dal momento dell’adozione del bimbo, l’atto di generosità della coppia aveva aumentato esponenzialmente i follower della coppia che attualmente sono più di 700mila) e di conseguenza i guadagni sui video, e sono in molti nei commenti ad accusare Myka e James di aver usato il piccolo, per poi “darlo via”.

 

Come funzionano le adozioni?

Si apre anche un altro interrogativo in America, in questo momento, ovvero quello sulle adozioni: ci si sta chiedendo infatti quale sia il tipo di preparazione che viene richiesta ai genitori che si trovano ad adottare un bambino con forme più o meno gravi di disabilità