lucia azzolina e matteo salvini in primo piano

Pronta la bozza del Piano scuola 2020-2021, il piano con il quale il Ministero dell’Istruzione si prepara a ripartire da settembre facendo tornare nuovamente in aula gli studenti ormai “assenti” da mesi a causa dell’epidemia di Coronavirus. Nella bozza si legge, tra le tante direttive, turni differenziati in classe, lezioni in aula il sabato ma anche on-line. Forti però le polemiche che arrivano in particolar modo da Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Rivolta contro il piano di Lucia Azzolina

Mi piacciono le idee sensate e sulla scuola di idee sensate ne ho viste poche in generale.

Anche questo fatto che il ministro Azzolina, come Ponzio Pilato, decida di lavarsene completamente le mani e di scaricare sui presidi scelte che i presidi non hanno gli strumenti per fare“, è la fortissima critica mossa nei confronti della Azzolina da parte della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Nella fattispecie, la polemica sembra da doversi ricavare da parte della bozza in cui così legge: “Non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita ad elencare le possibilità offerte dalla legge sull’autonomia, senza assegnare ulteriori risorse e senza attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale“, come riportato da RaiNews.

La forte critica di Matteo Salvini

Critiche che vengono mosse da viale Trastevere a Roma, dove si è tenuta quella che è stata una rapida manifestazione, simbolo di protesta, contro il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. A prendere parole con tono deciso e forte è stato il leader della Lega Matteo Salvini: “Cosa faremmo noi? Copieremmo dall’Europa. In tutta Europa al momento i bambini sono in classe con le maestre e senza plexiglass.

Mi rifiuto di mettere mia figlia a settembre in una classe buia, isolata, senza insegnanti né tutele“.

E sempre Salvini, ancor più velenoso nella seconda parte dell’intervento: “Non è possibile che il governo si sia impegnato a far ripartire il campionato di calcio, e apro una parentesi per dire che a questo punto si potrebbe anche riportare le persone negli stadi in misura minore e a distanza, e la scuola no. Il campionato di Serie A sì e le scuole materne ed elementari no: è una follia“.