Condannata l'educatrice che doveva sorvegliare Iuschra, 12enne scomparsa 2 anni fa a Brescia

Il tribunale di Brescia ha emesso la sentenza di primo grado per la scomparsa della 12enne Iuschra Gazi. La giovane bengalese, affetta da autismo, scomparve il 19 luglio 2018 a Serle. Il suo corpo non è mai stato ritrovato. L’unica indagata fu l’educatrice della Fondazione che avrebbe dovuto vigilare su di lei. La donna ha patteggiato una pena di 8 mesi con l’accusa di omicidio colposo questo 25 giugno.

Condannata l’educatrice

Il 19 luglio 2018 della piccola Iuschra si persero le tracce. Assieme ad altri ragazzi disabili e all’educatrice Roberta Ratti, Iuschra aveva preso parte ad una gita a Serle, sull’Altopiano di Cariadeghe.

Si tratta di una zona boschiva che presenta anche caverne, grotte, e buche profonde. Iuschra, autistica, svanì nel nulla durante la gita, organizzata dalla Fobap (Fondazione bresciana assistenza psicodisabili). La 12enne si sarebbe allontanata dal gruppo correndo nel bosco, e l’educatrice Ratti non riuscì a ritrovarla. A febbraio del 2019 la Procura ha stabilito che la bambina non poteva essere sopravvissuta, anche a causa della sua patologia, per tutto questo tempo, così chiuse le indagini. Ora si è chiuso il processo di primo grado, con un patteggiamento di 8 mesi per omicidio colposo.

Il padre: “Mia figlia è ancora viva”

La famiglia Gazi ha ottenuto un grosso risarcimento dall’assicurazione della Fobab, ha accolto il patteggiamento, ma non si rassegna. Il padre, Mdilton Gazi, costituitosi parte civile, ha partecipato a tutte le udienze tranne quest’ultima. Al Giornale di Brescia si è sfogato dopo l’udienza: “Non mi basta, non mi può bastare. Sono passati quasi 2 anni e ancora non so cosa davvero è accaduto. Chi ha indagato dice che è morta, ma come è morta?

Dove è morta? E dove è il corpo?” Il padre ha sempre sostenuto l’ipotesi del rapimento, esclusa dagli inquirenti dopo le indagini. “Non è stata trovata una sola traccia di mia figlia. Mi sembra impossibile. Suo fratello ogni giorno ci chiede dove sia. I miei figli sono nati tutti a Brescia e qui continueremo a vivere, ma non ci fermeremo. Continueremo a chiedere la verità su mia figlia. Continuo ad essere convinto che non sia morta».