veronica soule

Veronica aveva 31 anni, un marito e due figli di 12 e 9 anni. Lo scorso 17 marzo è morta bruciata viva, al culmine di una lite con il marito.

Ora lui, Lisandro Cabras, è accusato e processato per omicidio aggravato da violenza di genere, ma continua a professarsi innocente: dice che Veronica si è data fuoco da sola, e che lui avrebbe anzi cercato di salvarla.

Aveva ustioni su quasi tutto il corpo

La notte del 17 marzo la famiglia di Veronica Soulé, residente in una casa di Casas (dipartimento di San martino, Argentina), distante poche decine di metri dall’abitazione della donna e del marito, li ha sentiti litigare.

Il racconto della sorella

La coppia avrebbe avuto un diverbio, dopodiché Lisandro, 35enne, sarebbe corso dalla madre e dalle sorelle dicendo che la ragazza si era data fuoco da sola.Andrea, sorella di Veronica, ha raccontato a fonti locali: “Mia mamma e l’altra mia sorella sono uscite per soccorrere Veronica: l’hanno trovata sul pavimento del bagno in una pozza d’acqua mista a cenere”. Le ultime parole di Veronica, che avrebbe perso conoscenza tra le braccia della madre, sarebbero state: “Vuole portarmi via i ragazzi”.

Quando la donna è arrivata in ospedale, a Rosario, aveva ustioni sulla’88 % del corpo: è morta il 23 marzo, dopo 6 giorni di agonia.

A insospettire la famiglia, oltre alle parole della 31enne, ci sarebbe anche l’atteggiamento di Lisandro, più impegnato a ripetere che lui non c’entrava nulla, piuttosto che a cercare di salvare la moglie. “Lo preoccupava più che gli credessimo, che la vita di mia sorella”, ha spiegato la sorella Andrea.

Ci sarebbero precedenti di violenza nella coppia

L’associazione MuMala (Mujeres de la Matria Latinoamericana) è al fianco della famiglia nella battaglia per avere giustizia, e spiega che i familiari erano già al corrente di un rapporto di violenza tra moglie e marito.

Il sito Conclusiòn ha riportato le parole di Majo Zochi, dell’associazione: “Le due sorelle, Sol e Andrea, ci hanno spiegato che sapevano della situazione di violenza che soffriva Veronica e ci sono vari testimoni, dei vicini, che vanno in quella direzione”. 

Le indagini: confutata la testimonianza di lui

In principio le indagini avvaloravano l’ipotesi del suicidio, ma sono state proprio le mobilitazioni delle associazioni a cambiare le carte in tavola, portando infine all’incriminazione dell’uomo.

Pare, inoltre, che alcuni specialisti del corpo dei pompieri di Santa Fe avrebbero analizzato il modo di propagarsi del fuoco sul corpo della donna ed avrebbero dimostrato che quando ha preso fuoco non era in piedi, come avrebbe detto il marito.

È stata screditata anche la versione data dai bambini, che è stata ritenuta il prodotto della “contaminazione discorsiva” indotta dal padre. I due figli avrebbero raccontato l’esatta dinamica della morte della madre, raccontando che il padre la seguiva per la casa per soccorrerla, ma in verità le indagini hanno dimostrato che i piccoli non sarebbero stati testimoni del fatto.

Cabras non avrebbe comunque precedenti condanne per violenza.

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