MASSIMILIANO LATORRE SALVATORE GIRONE MARO'

Saranno processati in Italia Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò coinvolti nel caso della nave Enrica Lexie per la morte dei due pescatori indiani, morti il 15 febbraio 2012.

Erano in India come funzionari statali

Il tribunale dell’Aja ha deciso: il 25 febbraio 2012 Latorre e Girone svolgevano mansione di funzionari statali italiani ed è dunque l’Italia ad avere il diritto e la responsabilità di processarli. L’india non potrà invece istruire processo nei confronti dei due marò.

I diritti del governo indiano

Al contempo, però, sono stati riconosciuti alcuni diritti del governo indiano: l’Aja ha infatti stabilito che “l’Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony (…)Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due Parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti”.

Lorenzo Guerini: “risultato che accogliamo con soddisfazione”

Da parte del governo italiano c’è soddisfazione per il risultato raggiunto. Il ministro della difesa Lorenzo Guerini ha infatti commentato che si tratta di “un risultato che accogliamo con soddisfazione, che mette fine a una vicenda che andava avanti da anni, particolarmente gravosa anche per i suoi aspetti umani.

Per questo rivolgo un affettuoso pensiero ai nostri due marò e alle loro famiglie per i difficili momenti che hanno vissuto”.

Di Maio: “Italia pronta ad adempiere a quanto stabilito”

Soddisfatto anche il commento del Ministro Luigi Di Maio, che su Facebook ha scritto: “La tesi dell’Italia, dopo anni di lunghe battaglie, ha dunque prevalso. I nostri due militari, funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni sono immuni dalla giustizia straniera”.

Nessun problema davanti alle richieste del tribunale dell’Aja: “l’Italia è pronta ad adempiere a quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione“.

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