Primo piano di Roberta Ragusa

Nuovi testimoni e un avvistamento: queste le motivazioni che su tutte spingono la difesa di Antonio Logli a presentare, davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, la richiesta di revisione del processo che lo ha condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio e la distruzione del cadavere di Roberta Ragusa.

Roberta Ragusa, la Cassazione condanna Logli al carcere

È trascorso circa un anno dalla sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione nei confronti di Antonio Logli, condannato in via definitiva a 20 anni di carcere per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa. Accusa a cui si è sempre aggiunta quella di distruzione del cavavere, non essendo mai stato trovato il corpo della donna sulla quale però gli scenari possibili rimangono aperti.

Ad essere convinti che la donna sia viva è la difesa di Antonio Logli che, sin dal pronunciamento della sentenza, avevano promesso di voler portare il caso di fronte alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.

La richiesta di revisione del processo

Alla fine dello scorso gennaio l’avanzamento della proposta: la revisione del processo chiesta dallo stesso Logli sulla base di “nuovi elementi” che la Difesa si trovava a possedere tra le mani.

Ora arrivano le parole e i dettagli sugli elementi direttamente dalla criminologa Anna Vagli che sta lavorando sul caso insieme all’avvocato di Antonio Logli Enrico Di Martino.

Nuovi testimoni e un avvistamento in Liguria

Come riportato da La Nazione, la Difesa è pronta a chiedere revisione del processo che condanna Logli in vista di due elementi principali: “Due nuovi mai testimoni ascoltati prima e un avvistamento di Roberta Ragusa, avvenuto la scorsa estate in Liguria“.

Due nuove piste: si riapre il caso?

Si prospettano, come auspica la Difesa stessa, due piste investigative del tutto nuove che potrebbero portare alla revisione di un processo la cui sentenza è già arrivata definitiva per bocca della Corte di Cassazione: “Dimostrerebbero una volta per tutte l’estraneità di Logli alla scomparsa della moglie e che la verità, dopo 8 anni, debba cercarsi altrove“, aggiunge la Vagli che spiega come la persona che ha informato di aver visto la Ragusa li abbia recentemente contattati.

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