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Cartabia incassa l’ok nel Cdm alla riforma della Giustizia: sulla prescrizione si spacca il Movimento 5 Stelle

Il governo Draghi blinda la riforma del processo penale della ministra della Giustizia Marta Cartabia con il voto all'unanimità al Cdm. Il Movimento 5 Stelle però è in piena crisi interna dopo il passo indietro sulla prescrizione
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Il governo Draghi trionfa in Consiglio dei Ministri, dove è riuscito a ottenere il voto unanime sulla riforma del processo penale firmata dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia. La mossa consente al governo di mettere in cassaforte la contestata riforma, seppur indispensabile per ottenere i fondi per il PNRR.

L’Europa, più di una volta, ha richiamato l’Italia sul tema della giustizia, evidenziando in particolare le criticità nella lunghezza dei processi. Se Mario Draghi porta a casa un risultato incerto fino all’ultimo, lo fa a spese del Movimento 5 Stelle, senza direzione e spaccato soprattutto per il destino della prescrizione, sua bandiera dagli esordi.

Il testo, ora blindato, arriverà alla Camera il 23 luglio, con gli emendamenti presentati in Commissione Giustizia.

La riforma della Giustizia passa all’unanimità in Cdm

Il voto in Consiglio dei Ministri premia il governo Draghi, che ottiene l’approvazione all’unanimità alla riforma del processo penale. Un modo per impegnare i partiti anche in Aula, onde evitare tranelli per una riforma tra quelle strategiche per il governo.

Per consentire il parere favorevole si è speso in prima persona lo stesso Mario Draghi, che ha mediato con il riottoso Movimento 5 Stelle, in piena crisi interna.

Un “prendere o lasciare” quello di Draghi, come riporta l’Adnkronos, che ha chiesto lealtà sulla riforma della Giustizia, senza modifiche al testo presentato da Cartabia. D’altronde la riforma del processo penale è un tassello fondamentale delle richieste di Bruxelles per accedere ai fondi del Next Generation Eu, il piano di investimenti che vede assegnati all’Italia 209 miliardi di euro per la ripresa post-pandemia.

Le parole di Draghi dopo l’approvazione

Il presidente del Consiglio, al termine dei lavori del Cdm, ha espresso la sua soddisfazione. “Vorrei ringraziare la ministra Cartabia per questo bel testo e ringrazio tutti voi“, ha dichiarato, “Il tema è complesso e di alta dignità per il significato del governo. Vi chiedo di sostenere con lealtà in Parlamento questo importante provvedimento“.

Il premier osserva che anche se “Veniamo da esperienze politiche diverse, esprimiamo bandiere identitarie, lo sforzo è stato quello di allontanarsi un poco da tali bandiere“, affinché si giungesse a un risultato condiviso.

Il nodo della prescrizione che non va giù al Movimento 5 Stelle

La ministra si è spesa per limare in particolare sulla prescrizione, con il Movimento 5 Stelle che ha minacciato l’astensione per le modifiche alla riforma Bonafede. Cartabia ha quindi mantenuto lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio, introducendo però la prescrizione processuale, il tetto massimo di 3 anni per arrivare al terzo grado di giudizio. Essenziale, infatti, è assicurare la diminuzione della durata dei processi.

Proprio quella “scappatoia” contro cui si era scagliato l’ex ministro pentastellato Alfonso Bonafede, che fonti di palazzo descrivono come molto turbato dal voto di oggi, e non è l’unico.

Il testo della riforma è passato all’unanimità, ma grande scoramento si registra tra le fila del Movimento 5 Stelle, alle prese con una crisi di leadership e senza una linea chiara dopo il congelamento dello scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte.

Le proteste di Forza Italia e Italia Viva

Il Movimento 5 Stelle non è l’unica forza della maggioranza che ha espresso perplessità sulla riforma Cartabia. Italia Viva e Forza Italia si sono dette “perplesse” in merito all’allungamento dei tempi per i reati di corruzione e concussione, frutto del compromesso con i grillini.

In ogni caso i renziani si dicono abbastanza contenti: “Siamo soddisfatti perché oggi si chiude definitivamente l’era Bonafede. I 5 Stelle hanno voluto un contentino last minute per digerire la loro sonora sconfitta“, commenta Lucia Annibali, deputata di Italia Viva in Commissione Giustizia.

Soddisfatti Lega e Partito Democratico

Sono molto più rilassati sulla riforma concordata al Cdm Lega e PD. Enrico Letta twitta la sua approvazione: “È ora l’occasione per riformare la giustizia in Italia, dopo decenni di blocchi e di scontro politico. Competenza e terzietà della ministra Cartabia sono una garanzia per tutti. Si tratta di un obiettivo non più rinviabile“.

Anche la senatrice leghista Giulia Bongiorno esprime ad Adnkronos la sua soddisfazione: “Bene l’accordo sulla riforma penale: va nella direzione caldeggiata dalla Lega nel merito e nel metodo. La prescrizione prevista dalla riforma Bonafede, da me definita bomba atomica, è stata finalmente superata. È un passo importante che avevamo auspicato più volte“.

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