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Reddito di Libertà: il sostegno dello Stato alle donne vittima di violenza per ricominciare a vivere

Il Reddito di Libertà vuole essere uno strumento di emancipazione per tutte quelle donne vittime di violenza, violenza domestica e violenza economica
Arriva il Reddito di Libertà per le donne vittima di violenze

Si chiama Reddito di Libertà ed è il sostegno economico che lo Stato italiano ha deciso di dare alle donne vittime di violenza. Contenuto nel Dpcm del 17 dicembre 2020- Decreto Rilancio, è finalmente in vigore, permetterà alle donne vittime di violenza di emanciparsi economicamente e ricominciare a vivere.

Solo dall’inizio del 2021 le donne uccise in Italia sono 38 (quelli denunciati), troppe, la vittima più piccola non aveva nemmeno due anni: Sharon morta a soli 18 mesi per mano del patrigno violento. La più anziana 91, e poi ancora, Chiara, uccisa a 16 anni dal ragazzo che le piaceva. Madri, figlie, fidanzate, mogli, sorelle: donne.

I dati Istat aggiornati al 2020, sulle chiamate al 1522 (numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking) riportano un aumento del 79,5% rispetto al 2019, sia telefono sia chat, che ha registrato un +71%.

Il boom si è registrato con l’inizio del lockdown, con picchi ad aprile con un +176,9% rispetto allo stesso mese del 2019, e a maggio con +182,2 rispetto al maggio dell’anno precedente. Sono stati segnalati atti di violenza fisica nel 47,9% dei casi, con un dato che supera il 50% per violenza psicologica.

Arriva il Reddito di Libertà per le donne vittime di violenza

Il Reddito di Libertà è uno dei provvedimenti inseriti nel Dpcm del 17 dicembre ed entrato finalmente in vigore, essendo stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n° 172 del 20 luglio .

Il governo ha disposto un finanziamento di 3 milioni di euro, fondi che sono stati incrementati dal Decreto Rilancio del 2020 stanziati, si legge, per: Contenere i gravi effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, in particolare per quanto concerne le donne in condizione di maggiore vulnerabilità nonché di favorire, attraverso l’indipendenza economica, percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di povertà“.

Il sostegno economico per le donne vittime di violenza è fondamentale, molto spesso è proprio la stabilità economica una delle cause che impedisce l’allontanamento dalle mura domestiche è la mancata autonomia economica. Si tratta di casi di “violenza economica” come segnalato dalla Convenzione di Instabul, che riguarda quel fenomeno di controllo e monitoraggio ai quali è sottoposta una donna in termini economici e della distribuzione del denaro da parte del partner.

Questa può essere di tipo debitoria oppure presentarsi come un impedimento alla ricerca di un lavoro per avere una propria entrata finanziaria, ed essere così economicamente indipendente.

1522
Se sei vittima di violenza o testimone di maltrattamenti chiama il 1522 – numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking.

Per info vai sul sito ufficiale: https://www.1522.eu/

In cosa consiste il Reddito di Libertà

Si tratta di un finanziamento di massimo 400 euro, che può essere aggiunto al Reddito di Cittadinanza, pro capite su base mensile per un massimo di 12 mensilità.

E può essere dato alle donne vittime di violenza, che siano sole o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni, e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenze al fine di contribuire a sostenerne l’autonomia.

Il Reddito di Libertà serve a permettere alle donne vittime di violenza di assicurarsi un’autonomia abitativa e l’acquisizione dell’autonomia personale e l’eventuale mantenimento del percorso scolastico dei figli minori.

Come richiedere il Reddito di Libertà

La domanda per ottenere il Reddito di Libertà va presentata all’Inps sulla base del modello predisposto di un’autocertificazione dell’interessata.

A questa vanno allegate la dichiarazione firmata dal rappresentate legale del Centro anti-violenza, che ha preso in carico la stessa, che ne attesti il percorso di emancipazione ed autonomia intrapreso, insieme alla dichiarazione del servizio sociale professionale di riferimento, che ne attesti lo stato di bisogno legato a situazione straordinaria o urgente.

Non si possono presentare più istanze per una sola persona, deve essere una e presentata nella propria Regione.

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