
Papa Francesco ha compiuto oggi il suo ultimo viaggio terreno, accolto dall’affetto sincero dei fedeli lungo il tragitto verso la Basilica di Santa Maria Maggiore. Adagiata sulla papamobile, la bara è passata lentamente tra la folla, la stessa che tante volte aveva visto il Pontefice attraversare Piazza San Pietro per scendere tra la sua gente. Un corteo semplice, umile, in perfetta continuità con lo stile di un pontificato che ha scelto sempre la prossimità invece del fasto.
La scelta di una basilica minore
Nella sua ultima volontà, Papa Francesco ha chiesto di essere sepolto in una basilica minore, lontano dalle solenni cripte vaticane, ispirato, come ha raccontato il cardinale Rolandas Makrickas, direttamente dalla devozione alla Madonna. Santa Maria Maggiore, luogo di tanti suoi pellegrinaggi discreti, è stata così la meta finale. Una scelta che conferma ancora una volta il desiderio di rimanere vicino al popolo, senza privilegi, nella semplicità della fede.
L’abbraccio degli ultimi
Sul sagrato ad attenderlo, gli ultimi, quelli a cui Papa Francesco aveva dedicato lo sguardo più tenero: poveri, migranti, detenuti, persone transgender. Una Chiesa senza esclusioni, quella che ha saputo costruire, a partire dalla memoria delle sue radici di figlio di migranti. Dopo le esequie riservate ai grandi della terra, è stato l’abbraccio dei più fragili a salutare il suo cammino terreno, nell’eco vivo delle Beatitudini: “Beati gli ultimi, perché saranno i primi nel Regno dei Cieli”.
Un gesto di devozione fino all’ultimo
Anche il suo ultimo viaggio ha conosciuto un fuori programma carico di significato. Rientrato in Vaticano, il corteo ha ripreso la marcia verso Santa Maria Maggiore, e, senza scendere dall’auto, Papa Francesco ha voluto offrire un mazzo di fiori gialli alla Salus Populi Romani. Un gesto di devozione semplice, familiare, come tutti quelli che hanno segnato il suo rapporto personale con la Madonna e con la città di Roma.
Una sepoltura nel segno della sobrietà
Per la sepoltura, Papa Francesco ha scelto una semplice tomba in marmo ligure, con inciso soltanto il suo nome: “Franciscus”. Un segno di umiltà coerente con l’intero pontificato, che già da domani potrà essere visitato dai fedeli per continuare l’omaggio a un Papa “ultimo tra gli ultimi”, che ha saputo essere davvero uno di loro, uno di noi.